City, Mancini: "Noi male? Colpa del mercato"

2013-02-23 10:55:13
Pubblicato il 23 febbraio 2013 alle 10:55:13
Categoria: Notizie Premier
Autore: Redazione Datasport.it

Non è un momento facile per Roberto Mancini. Il suo Manchester City è secondo in Premier League a -15 dai cugini dello United, mentre l'avventura in Europa è finita prematuramente con la clamorosa eliminazione nella fase ai gironi di Champions League. Il tecnico italiano non nasconde la sua frustrazione e punta il dito sulla fallimentare campagna acquisti estiva: "Abbiamo commesso degli errori, sia io che i giocatori - premette l'ex allenatore dell'Inter in un'intervista al Guardian -. Ma il motivo principale è che non abbiamo fatto quello che andava fatto sul mercato: la scorsa estate abbiamo lavorato davvero male".

Un accusa esplicita a Brian Marwood, responsabile fino allo scorso ottobre del mercato del City. Al suo posto sono arrivati Ferran Soriano e Txiki Beguiristain, per cui Mancini spende parole importanti: "Sono persone che sanno di calcio, sono ottimista per il futuro. Abbiamo bisogno di alcuni giocatori e ci stiamo lavorando". Il grande rimpianto dell'ultimo mercato è Robin Van Persie: "E' questa la differenza tra noi e lo United, solo questa - confessa Mancini -. Ci mancano 10-15 gol, se li avessimo fatti avremmo 8-9 punti in più".

I giocatori in cima alla lista del tecnico per la prossima campagna acquisti sono Edinson Cavani, Luis Suarez e Radamel Falcao, mentre a sorpresa Mancini boccia Neymar: "Cavani, Suarez e Falcao mi piacciono, sono grandi giocatori ma sono seguiti da mezzo mondo. Neymar è giovane, non so se è pronto a giocare in Inghilterra, mentre Cavani e Falcao hanno già l'esperienza per farlo. Penso che Neymar andrà al Barcellona o al Real Madrid".

Mancini torna anche sulla recente cessione di Mario Balotelli: "Sono felice per lui perché sta segnando al Milan. Ero sicuro che in Italia avrebbe segnato tanto - spiega Mancini - perché il campionato italiano non è difficile come quello inglese. Negli ultimi dieci anni il livello del calcio italiano è stato così-così, per Mario è più facile perché conosce la Serie A".