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Nuovo capitolo nella saga dello spinoso discorso sulla ripartizione degli introiti derivanti dai diritti televisivi. L'Antitrust ha chiesto a Governo e Parlamento di modificare il sistema vigente proponendo di affidarsi ad una regola "basata sul merito sportivo e decisa da un soggetto terzo diverso dalla Lega Calcio che non ha la necessaria posizione di terzietà". Secondo l'autorità occorrerebbe eliminare il riferimento ai risultati 'storici' e al bacino d'utenza dei club, previsto dalla normativa del 2008, che sfugge alla logica meritocratica.
L'Antitrust sottolinea inoltre la necessità di individuare un soggetto terzo, diverso dalla Lega Calcio, che proceda alla ripartizione delle risorse economiche derivanti dalla vendita dei diritti Tv, per garantirne una maggior equità e imparzialità. La suddivisione dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi, indipendentemente dallo specifico meccanismo di commercializzazione adottato, dovrebbe, quindi, essere
effettuata da un soggetto avulso dagli interessi economici delle società di calcio, e realizzata nell'ottica di garantire la necessaria flessibilità e competitività dell'intero sistema calcistico.