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"Il segreto? E' il gruppo eccezionale di giocatori importanti. Squadra molto competitiva che nelle difficoltà si è cementata ancora di più. Altro aspetto è la grande professionalità dei calciatori". Questo il pensiero di Ivo Pulga all'indomani della vittoria per 2-0 sull'Inter che ha permesso al Cagliari di raggiungere quota 42 in classifica. "A fine girone di andata eravamo in zona retrocessione - spiega il tecnico ai microfoni di Radio Anch'io lo sport su Rai Radio 1 -, nel ritorno ci siamo meritati sul campo la posizione. Abbiamo ancora 6 partite, speriamo di finire più in alto possibile".
Il Cagliari continua a fare grandi partite nonostante sia costretto a giocare sempre in stadi vuoti. Ieri, la squadra di Pulga ha giocato 'in casa' a Trieste: "Mi auguro che venga risolta la questione stadio e che il Cagliari possa giocare a Cagliari - prosegue -. Speriamo ci sia la buona volontà. Spero per i tifosi che la squadra torni a giocare davanti al proprio pubblico perché meritano di vedere la squadra. Spero si faccia il tutto possibile per trovare una soluzione al più presto".
Pulga non dimentica poi il ruolo che ha rivestito il presidente Cellino nella costruzione della squadra: "Il Presidente è un intenditore di calcio, cura tutti i particolari. Gli dedico personalmente questa salvezza perché se la merita. E' uno che sa costruire le squadre facendo tanti sacrifici. Il Cagliari è lui. Anche quest'anno è riuscito con duemila difficoltà a portare in salvo la squadra".
A fine gara, Stramaccioni si è lamentato per il rigore generoso concesso a Pinilla. Pochi minuti prima, però, Celi non ne aveva concesso uno più solare su Ibarbo: "L'Inter? Avevamo visto le ultime due partite e ci siamo accorti che nel secondo tempo avevano un calo fisico. Sul piano atletico erano in grossa difficoltà. Gli arbitri? Nell'arco della stagione le cose si sistemano. Nel complesso della gara di ieri l'arbitraggio non ha influito".