Basket, Belinelli: "Le parole del ct Sacchetti mi hanno dato fastidio"

2018-09-05 11:48:12
Pubblicato il 5 settembre 2018 alle 11:48:12
Categoria: Notizie Basket
Autore: Redazione Datasport

“Alcune parole del c.t. Sacchetti mi hanno dato fastidio, veramente fastidio”. Parola di Marco Belinelli che salterà le prossime due partite della Nazionale di basket per farsi trovare pronto per il training camp Nba che prende il via il 24 settembre. Sacchetti, dopo la rinuncia di Beli alla Nazionale per i prossimi due impegni contro Polonia e Ungheria aveva dichiarato: “Datome e Melli, oltre ad essere giocatori importanti, sono anche delle persone giuste: sanno stare nel gruppo, aiutano la squadra e non pensano solo a loro stessi”.

 

Ma Belinelli non ci sta e, nell’ambito della presentazione del nuovo videogame "Nba 2k19", ha replicato: “Ci sono polemiche uscite dopo la mia rinuncia che mi hanno infastidito. Con Sacchetti, Brunamonti e il presidente Petrucci sono stato sincero fin dal primo giorno, dicendo che per me sarebbe stato molto difficile esserci. Ho incontrato di persona Meo e ne abbiamo parlato, mi sono confrontato con lui prima ancora di sentire Popovich o Messina. Dire o far capire che ci sono persone che non pensano alla Nazionale o che della Nazionale se ne fregano è una delle cose che mi ha dato fastidio. Se ci fossero dei problemi, preferirei che Meo me ne parlasse a voce, dicendo il nome delle persone a cui fa riferimento, senza parlare in generale. Detta così mi ha dato veramente fastidio”.

Belinelli, quindi, spiega le ragioni della rinuncia: "Per me la Nazionale è importantissima: ci sono sempre andato volentieri e trovo giusto che i giocatori diano importanza alla propria nazionale. Ma questa finestra Fiba, così vicina all’inizio della stagione Nba, rende per tanti le cose difficili o quasi impossibili, e lo dimostra il fatto che l’80% dei giocatori Nba non ci andrà per le mie stesse ragioni. Le partite dell’Italia sono troppo vicine al training camp degli Spurs: devo arrivarci in condizioni ottime e senza rischiare. Andare in Nazionale adesso è troppo rischioso per me, un ragazzo di 32 anni che si è allenato tutta l’estate e vuole lottare per poter avere un ruolo importante nella propria squadra, da titolare o dalla panchina".