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Il Foro Italico incorona Jannik Sinner e il tennis italiano riscrive la propria storia. Battendo Casper Ruud 6-4 6-4 nella finale degli Internazionali d’Italia, il numero uno del mondo è diventato il primo azzurro a conquistare il torneo di Roma dai tempi di Adriano Panatta, vincitore nel 1976. Un successo dal forte valore simbolico, ma soprattutto tecnico, che conferma la dimensione raggiunta dal 24enne altoatesino.
Con il titolo romano, Sinner ha centrato il sesto Masters 1000 consecutivo, record assoluto nell’era ATP, completando inoltre il cosiddetto “Career Golden Masters”: la vittoria in tutti e nove i tornei della categoria. Prima di lui c’era riuscito soltanto Novak Djokovic. Un traguardo raggiunto in tempi sensibilmente più rapidi rispetto al campione serbo e che rafforza ulteriormente la sua leadership nel circuito.
La finale ha seguito un copione inizialmente complicato per l’azzurro. Ruud, reduce da un torneo di alto livello, ha approcciato il match con aggressività, salendo rapidamente 2-0. Sinner, però, ha ritrovato progressivamente ritmo e profondità, prendendo il controllo degli scambi grazie alla solidità da fondo e a una gestione sempre più lucida dei momenti chiave. Determinante il break ottenuto sul 4-4 del primo set, preludio a un secondo parziale amministrato con autorevolezza nonostante qualche passaggio di tensione.
Il successo di Roma conferma numeri che definiscono una stagione eccezionale: 36 vittorie e appena due sconfitte nel 2026, cinque Masters 1000 conquistati dall’inizio dell’anno e una continuità che, al momento, non trova paragoni nel circuito maschile. Più che una semplice striscia vincente, quella di Sinner appare ormai come una nuova misura del dominio contemporaneo nel tennis.
ATP Roma: albo d'oro per titoli