Atp Finals: Nole chiama, Roger risponde

2015-11-16 08:00:00
Atp Finals: Nole chiama, Roger risponde
Pubblicato il 16 novembre 2015 alle 08:00:00
Categoria: Tennis
Autore: Redazione Datasport.it

Non è certo il miglior Federer quello visto all’esordio del Masters, ma tanto basta per portare a casa la prima vittoria alle Atp Finals. Sul veloce indoor della O2 Arena londinese, lo svizzero si impone in due set su Tomas Berdych con il punteggio di 6-4, 6-2 dopo 1 ora e 11’ di gioco e raggiunge in testa al girone il rivale Novak Djokovic (doppio 6-1 al giapponese Kei Nishikori), prossimo avversario nella grande sfida di martedì.

Uscito malconcio dal torneo di Parigi-Bercy, Federer si riprende nel primo incontro delle Atp Finals. Per battere Berdych, però, lo svizzero ha bisogno di una mano da parte del ceco che non sfrutta i troppi e inconsueti passaggi a vuoto del sette volte campione di Wimbledon e si lascia sfuggire la grande opportunità di battere re Roger. Avanti 2-0 e servizio, Berdych si fa subito rimontare il break prima di perdere a zero il servizio sul 4-4 e cedere a quel punto senza troppa resistenza il set. Federer sbaglia molto, compreso al servizio (addirittura 4 i doppi falli), ma nel secondo set Berdych è già sparito e per concludere il set bastano appena altri 33 minuti di gioco. Finisce 6-4, 6-2 in un ora e 11 minuti complessivi di gioco, senza entusiasmare troppo il pubblico che spera in qualcosa di meglio dal match di martedì prossimo.

Si sono divertiti, invece, i tifosi di Djokovic, un po’ meno gli amanti del tennis. Troppo il divario tra Nole e Nishikori, col numero uno del ranking che domina in tutti i settori del campo e chiude la pratica con un doppio 6-1 in appena un'ora e 5 minuti. Djokovic, autore di una stagione strepitosa con tre Slam messi in bacheca (con la finale persa a Parigi) e sei Masters 1000 su otto disputati, strappa cinque volte il servizio al giapponese, numero 8 Atp, non concedendo neppure una palla break. La prima vittoria per il serbo dunque nello "Stan Smith Group", in attesa del big match contro l'eterno rivale Federer: una gara senz'altro più equilibrata, anche se battere Djokovic in queste condizioni è un'impresa per chiunque.

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