Atletica: Cinque Mulini, un giovane cross di 84 primavere

2016-01-27 20:41:35
Pubblicato il 27 gennaio 2016 alle 20:41:35
Categoria: Atletica
Autore: Redazione Datasport.it

San Vittore Olona, a Nord Ovest di Milano, una cartolina particolare in un fazzoletto di campi e case, dove scopri che oltre ad essere inserito nel Parco dei Mulini, di cui fanno parte anche Legnano, Canegrate, Parabiago e Nerviano, area verde che comprende le aree boschive costeggianti l’Olona, è la depositaria della più antica campestre italiana, la Cinque Mulini, nata nel 1933, sotto la spinta di Giovanni Malerba, la cui anima sportiva fu il propellente per moltiplicare le attività già esistenti, in particolare il ciclismo, che a San Vittore Olona da appuntamento fin dal 1906. Il cross ebbe il battesimo nel lontano 1933 e da quel mattino in cui una trentina di ragazzi di buona volontà e pochi spettatori, scrissero il primo capitolo, di un racconto senza soluzione di  continuità. 
 
Oggi la Cinque Mulini, emblema luminoso dell’Unione Sportiva presieduta da Giuseppe Gallo Stampino,  non è solo una campestre, è storia e cultura, le immagini del percorso sono impreziosite dal passaggio dei corridori nell’antichissimo mulino Meraviglia, un gioiello che ha una data di nascita incredibile: le prime tracce appaiono nel XIV secolo, ancora operativo grazie alla passione dei proprietari, lieti di ospitare l’evento che ha fatto conoscere San Vittore Olona nel mondo. E grazie anche a chi ha creduto nella continuità e ha operato da sponsor. Tra quelli più fedeli merita citazione il brianzolo Sergio Longoni,  dello “Sport Specialist”, azienda leader dell’abbigliamento sportivo, sempre pronto a dare aiuto concreto ad ogni iniziativa che profumi di sport. Domenica, appuntamento alla numero 84, con la freschezza e l’entusiasmo di una signora senza età. 
 
La corsa presentata a Milano, è stata la dimostrazione di quanto la cosiddetta periferia metropolitana mantenga i valori antichi con la forza che va oltre le difficoltà oggettive dei momenti difficili per tutti. Dal sindaco Marilena Vercesi le cui parole non era le solite ovvietà, ma un messaggio importante e  coinvolgente verso i giovani per farli “ammalare”di sport. Lo stesso entusiasmo del presidente del Coni lombardo, Oreste Perri, uomo che allo sport ha dato moltissimo e oggi, assunto alla responsabilità di una regione guida, mostra con assoluta sincerità di credere nei giovani perché, dice: “Non è vero che sono solo bamboccioni, dobbiamo motivarli, indicargli traguardi e non lasciarli soli”. Due interventi emblematici, che fanno capire quanto sia importante mantenere lo sport attivo e stimolante, un esercizio che sappia tramutare la fatica in entusiasmo. 
 
Leggendo il campo di gara, lo spettacolo è assicurato. Nel novero dei favoriti i keniani Kipkirui Korier, non ancora  ventenne, argento ai mondiali jr. di cross in Cina nel 2015, Jairus Kipchoge Birech, 23 anni, un curriculum di vertice, terzo lo scorso anno e terzo il 6 gennaio al Campaccio, deciso a vincere. Altro cliente con ambizioni di vittoria, Aweke Ayalew del Bahrain, un inizio stagione folgorante, con successi importanti. Nella corsa femminile previsto duello tra l’emergente etiope Alemitu Hawi, 19 anni, reduce dalla vittoria del Giro Podistico di Pettinengo e la keniana Chepngetich Kipyegon, nata nel 1994, campionessa del mondo jr. nel 2011 sui 1500 metri. Ha già vinto la corsa dei Mulini nel 2014 e torna per un clamoroso bis.  I super del cross sono il faro di una specialità che da sempre affascina e raggiunge punte emozionali uniche. 
 
In questa edizione non dovrebbe esserci il fango tradizionale, ma questo non cambia la musica e le gazzelle africane manderanno lampi di velocità pazzeschi. Capaci di bruciare il terreno e mantenere l’eleganza di falcate regali. Uno spettacolo nel quale ci auguriamo che qualche viso pallido, magari al femminile, sappia creare macchie alternative. L’appuntamento per la gara regina è alle 15.15 con la diretta su Rai Sport, ma si tratta di una giornata che scatta fin dalle 9 del mattino con le gare dei master e a seguire, quelle riservate ai cadetti, ragazzi, allievi e juniores il futuro del nostro cross. Se dal 1986 un italiano non riesce ad iscrivere il nome, l’ultimo fu il grande Alberto Cova, invitato d’onore alla manifestazione, un piccolo raggio di speranza arriva dalle gare giovanili, in particolare dagli jr. che negli ultimi tre anni hanno saputo mettere il piede davanti ai quotati rivali stranieri. Segnale importante da non sottovalutare, per un futuro non troppo lontano, dove accanto al nome di Cova, spunti quello di un giovane connazionale.