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Venerdì 11 gennaio sarà un giorno importante per la Serie A visto che in Lega si eleggerà il nuovo presidente al posto di Maurizio Beretta. A Radio Anch'io - Lo sport su Radio Rai ha parlato uno dei candidati, Andrea Abodi, presidente uscente della Lega B: "C'è bisogno di un altro confronto prima delle elezioni. La Lega ha bisogno di un riferimento operativo che faccia da collante tra le società. C'è bisogno di una Lega più attiva, più influente, più autorevole nei confronti degli altri organismi federali". Abodi ha toccato svariati temi: "Il fair play finanziario Uefa è una necessità. Ma fondamentale resta il pubblico, l'attenzione e il coinvolgimento, non soltanto per quello che concerne la legge degli stadi. Il razzismo? Non bisogna avere tentennamenti, bisogna contrastarlo senza se e senza ma. E' una piaga sociale che va debellata con qualsiasi mezzo". Ancora sulla questione degli stadi: "C'è bisogno di progettualità complessiva. L'esempio del Cagliari, che ha uno stadio che è l'esempio dell'inefficienza del calcio italiano, serve a far capire che le società non vanno lasciate sole ma serve una Lega che le sostenga". L'ormai ex leader della Lega B ha aggiunto: "Io sono dell'idea che il calcio di serie A, oltre a occuparsi di fare profitti, deve essere la guida di un movimento. La federazione non può crescere senza una sintonia con la Lega di Serie A, una Lega assente negli ultimi 3 anni. Con la Serie B abbiamo cercato di lasciare autorità e dominanza alla A". Se dovessero andare male le elezioni Abodi farà un passo indietro verso la B? "Non ci penso, sto costruendo un percorso per arrivare all'obiettivo. E' stato confortante che la Lega di B abbia deciso di aspettare prima di decidere per il proprio futuro". Chiusura dedicata all'annosa questione sul numero di società iscritte ai massimi campionati. "La A a 18 squadre è un'ipotesi di lavoro mentre la B a 20 deve essere una certezza", ha concluso Abodi a Radio1 Rai.