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Agli U15 dominano Russia, Turchia, G. B., Ucraina e Irlanda. Oro a El Moety Marzio

Pubblicato il 29 ottobre 2026 alle 19:10
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

 

Oro a El Moety Marzio fratello d’arte, Mastrorilli 3°. Tre podi al femminile (Novelli 2°, Pizzi e Geloso 3°). I meriti dei maestri delle società.

di Giuliano Orlando

Si sono conclusi gli europei U15 2026 approdati a Trabazon in Turchia con la presenza indebita di Russia e Bielorussia, voluta dalla Boxing World, per motivi che mi sfuggono, o forse conosco e non approvo. Detto questo, è stato un torneo di buona qualità, presenti 30 nazioni e 396 atleti (131 ragazze e 265 maschi). Sedici le categorie femminili, 17 le maschili. Personalmente trovo forzate le 80 e le +80 kg. Sia per l’esiguo numero (4 e 5) che il livello mediocre. Discreta la presenza dai 40 ai 63 kg. decisamente sotto le aspettative quelle superiori, con tre iscritte nei 66 chili. Buona per contro la media maschile, tutte in doppia cifra, salvo gli 80 e i +90. Sono finiti i tempi, quando la Russia spadroneggiava, in particolare tra le ragazze, dove la Turchia le ha superate, con sette ori, contro i cinque delle russe.

La nazionale che rappresenta Putin, ha conquistato il primo posto tra i maschi e nel medagliere complessivo, ma ad ogni edizione. il gap continua a ridursi. Nel settore femminile sono arrivate all’oro cinque nazioni (Turchia, Russia, G.B., Ucraina e Georgia) delle 15 presenti, mentre tra i maschi, su 23 nazioni iscritte e ben dieci (Russia 5, G.B. 3, Irlanda 2, Turchia, Lettonia, Ucraina, Azerbajan, Germania, Scozia e Italia 1) sono salite sul podio più alto.  L’Italia si è presentata con 11 maschi e 8 ragazze. Queste le categorie e i prescelti. Maschi: 40 Marzio El Moety; 42 Carlo Gabriel Carbaruso; 44 Alessandro Sabino Francese; 48 Diego Cicchinello; 50 Antonino Pio Storniolo; 52 Antonio Moffa; 54 Claudio Pennata; 57 Sgueo Andrea; 60 Giovanni Tonio Mereu; 63 Roberto Francavilla; 70 Pio Mastrorillo. Femmine: 42 Novelli Gaia, 46 Bergantino Silvia, 48 Pizzi Aurora, 50 De Simone Alice, 54 Geloso Marika, 57 Giustizieri Giulia, 60 Di Claudio Lavinia; 63 Vantadori Nicole. Dopo i 3 argenti e i tre bronzi del 2025 a Budva nel Montenegro, grazie a Marzio El Moety della Roma Boxe di Torre Angela, l’Italia trova anche l’oro.

Affiancandolo all’argento di Gaia Novelli, allieva del maestro Roberto Croce e ai bronzi della romana Aurora Pizzi del Gym Boxe Setteville del maestro Giuseppe Fiori, della siciliana Maryka Geloso allieva della gloriosa Tranchina, oltre al pugliese Pietro Mastrorillo cresciuto dal maestro Riccardo Di Palo a Canosa di Puglia. Chiarisco subito il concetto: tutti i risultati dei convocati U15 agli eventi sia europei che mondiali sono il frutto di anni di lavoro dei maestri dei gym di provenienza, che li hanno fatti crescere fino a meritare la convocazione. I responsabili federali per questa categoria si limitano alla prima conoscenza e poi metterli sul ring nei tornei. Faccio l’esempio di Marzio El Moety, che a Trabazon, oltre all’oro è stato designato come il miglior pugile del torneo. Merito del responsabile federale? Ma non scherziamo.

Marzio arriva da una palestra diretta dal padre Alessandro, dove il fratello maggiore Anthony, classe 2008, dopo una parentesi in maglia azzurra, culminata con due argenti europei schoolboy, passa pro nel 2025 a 17 anni, disputando i primi quattro incontri all’estero, tre in Messico, l’ultimo in Macedonia lo scorso 23 luglio, con un bilancio di 4 successi per KO.  Non potendo debuttare in Italia da pro, fino al compimento dei 18 anni. Cosa che farà a Guidonia il 14 novembre, con la OPI 82 della famiglia Cherchi. L’oro di Marzio è frutto del papà e non di chi declama meriti immeritati. Così per tutti gli altri. Le categorie successivei hanno un altro tipo di rapporto tra pugile e tecnici. Come nel caso dei responsabili Franco Federici (maschile) e Giulio Coletta (femminile) che operano con i pugili dai 17 fino ai 21 anni, un periodo lungo il quale la crescita è affidata a loro.                     

Nello specifico, il trionfo di El Moety nei 40 kg. assume grande valore, avendo battuto i rivali più quotati in termini di previsioni. Debutto contro l’irlandese Fegan e successiva sfida con l’ucraino Hasiuk, quindi in semifinale l’inglese Rooney che aveva superato a sua volta il polacco e l’azero. Marzio avanzava a suon di 5-0 e in finale trovava il russo Ashurov al quale non lasciava scampo, dominandolo con la velocità dei pugni e la mobilità delle gambe diventando un bersaglio imprendibile. Al giusto 30-27 di quattro giudici, lascia sconcertati il finnico Karl Aman che il 30-27 lo assegna al russo! Quello della difformità o incapacità di giudizio dei giudici ha punito non solo in questo europeo, chi andava premiato. Un problema che mi auguro, la commissione tecnica prenderà in seria considerazione.  Troppi i 30-27 contrapposti nello stesso match. Torno agli italiani. Il siciliano Carbaruso (42) si è fermato all’esordio contro l’irlandese Nugent, come Alessandro Francese (44) l’altro allievo del maestro Riccardo Di Palo di fronte al croato Bajramov.

Neppure il romano Diego Cicchinelli (48) ha fatto meglio, subito fuori col greco Boutakids. Troppo superiore l’irlandese Patrick Casey che vincerà il torneo nei 50, per il siciliano Pio Storniolo. La striscia negativa all’esordio, viene interrotta dal campano Antonio Moffa (52) che supera il non disprezzabile irlandese Shamas costretto alla resa nel secondo round. Lotta quasi alla pari contro lo scozzese Down, un bel talento che arriverà all’oro, dimostrando di avere temperamento e margini di miglioramento. Allo stop immediato si aggiungono Claudio Pennata (54) che incrocia l’irlandese Nevin altro oro finale e il lucchese Andrea Sgueo (57) regolato dal croato Blagaj. Lo stop a Tonio Mereu (60), partito bene contro il bielorusso Naidzen, battuto per rcs al secondo round, lo impone l’inglese Dubois, arrivato all’argento.

Il foggiano Roberto Francavilla (63) allievo del gym di Pompilio Di Corcia non sfugge all’uscita immediata. A batterlo è l’azero Gaziyev, alla sua portata. Con due vittorie importanti, sul serbo Maksimovic e l’armeno Samvel, l’altro pugliese Diego Mastrorillo (70) cresciuto dal maestro Riccardo Di Palo a Canosa di Puglia dove operano ben 16 palestre, è arrivato in semifinale, lottando alla pari con l’azero Hakhverdiyev. Importanti i due podi, ma preoccupano le sconfitte all’esordio di otto degli undici azzurrini. I gratuiti autoelogi del responsabile, confermano di non essere all’altezza del ruolo. Come pensano molti addetti ai lavori.                                                                                                                                               

 Il settore femminile affidato a Giulio Coletta, assente per la contemporaneità del mondiale U19 a Budva in Montenegro, ha raccolto un argento e due bronzi, come scritto in avvio di articolo, grazie a Gaia Novelli, allieva del maestro Roberto Croce e ai bronzi della romana Aurora Pizzi del Gym Boxe Setteville guidato dal maestro Giuseppe Fiori e della siciliana Maryka Geloso allieva della gloriosa Tranchina. Nessun podio per le altre cinque. La livornese Siria Bergantino (46) trova in avvio la turca Akbulut, dominatrice della categoria, Di Claudio Lavinia (60) affronta la russa Okhlopkova argento e la bresciana Nicole Vantadori (63) appare troppo tenera nei confronti della turca Senel, tecnicamente scarsa ma molto forte. Anche se mancano il podio, la romana Alice De Simone (50) e l’udinese Giulia Giustiziere (57 si tolgono la soddisfazione di aver debuttato con un successo. La prima supera la greca Synodinou la seconda la georgiana Tandilova.                                                       

 Tra le vincitrici si sono distinte la turca Arli (48) atleta completa, l’ucraina Ihnatovych (54), un rullo compressore e la russa Bolakova (57) dal fisico impressionante. Dei maschi, oltre al nostro El Moety (40), dei cinque russi vincitori, comunque molto più formati ed esperti della concorrenza, Kurnosov (44) e Zhirukhin (57), sembrano i più dotati. I tre inglesi saliti sul podio più alto: Smith (46), Fury (70) e Iqbal (75), tutti longilinei e con ottime basi tecniche, hanno mostrato l’esperienza, da noi utopistica. Lo scozzese Dow (52) è un talento, mentre il lettone Grisunins 63) ha la forza di un ventenne. Davyd Bochkarow, conferma come l’Ucraina nonostante Putin cerchi di distruggerla, non potendola conquistare, sia ancora capace di presentare sul ring giovani giganti ben costruiti e bene impostati.                                                                                                     

Chiudo con un pensiero di Valeria Calabrese, la più brava maestra al femminile, che è tutto un programma: “Non li portate i bambini a fare pugilato. Perché poi imparano ad essere furbi, intelligenti, veloci, scaltri, a cavarsela da soli, ad affrontare le difficoltà, a vincere, a perdere, a riprendersi dopo le sconfitte. Il pugilato è pericoloso. Ve lo dico io”. Che dire? Da applauso.

Giuliano Orlando