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Europei U17, edizione record. L’orso russo battuto dai leoni inglesi.

Pubblicato il 15 ottobre 2026 alle 22:10
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

 

Europei U17, edizione record. L’orso russo battuto dai leoni inglesi.

L’Italia di Federici e Coletta vince 1 oro e 6 bronzi. Il giudizio dei due tecnici. La FPI gira i film, ma non commenta l’evento. Scattano i mondiali U19 sempre a Budva

di Giuliano Orlando

La cittadina balneare montenegrina di Budva, sta diventando sede abituale di eventi pugilistici. Nell’occasione ha ospitato gli europei U17, edizione record presenti 40 nazioni e 473 in avvio, a conferma che la World Boxing ha completato le iscrizioni nel proprio ente di tutta l’Europa. A prova di ciò, la gloriosa EUBC legata all’IBA e le altre sigle continentali non disputano i campionati 2026. Il livello tecnico offerto a Budva è stato alto e molti dei protagonisti usciti nel corso del torneo, avrebbero meritato il podio. Personalmente, lo ripeto, non avrei aperto a Russia e Bielorussia in modo totale, con tanto di inno e bandiera. Ma seguito la scelta di molte altre nazioni, dal nuoto all’atletica, presenti ma senza ufficialità. Inoltre Russia e Bielorussia non fanno parte della WB, quindi sono fuori dai Giochi. Stando alle regole. Un calcolo politico? A me non interessa, esprimo la mia idea. A Budva è avvenuto anche un fatto clamoroso: l’orso russo giunto al completo con 26 rappresentanti, non è più la prima forza, come in passato, dove in alcune edizioni faceva sembrare gli europei, un campionato russo “open”. Agli europei jr. (15-16 anni) del 2020 a Sofia, assente l’Italia, la Russia conquistò 22 medaglie. 6 ori, 3 argenti e 2 bronzi nel maschile, 10 ori e 1 argento al femminile nelle 13 categorie, lasciando al resto le briciole. A Budva l’orso russo è stato battuto dai leoni inglesi, che si sono imposti sia tra i ragazzi che tra le giovani. Nel settore maschile hanno vinto 3 ori, un argento e un bronzo, presentando elementi di grande interesse, in particolare il 52 kg. Shiloh Mcleod, un talento di colore dalla boxe spettacolare e imprevedibile. Meritava ampiamente la coppa come migliore del torneo, andato al locale Strahinja Mrdak (54 kg.), un omaggio agli organizzatori, molto bravi. Ottimo anche il medio Ivor Lee, come il suo avversario in finale, l’irlandese Thomas O’Reilly che gli è stato alla pari. Nel settore femminile, impressionante il ritmo imposto da Summer Grigg (46) e Letitia Mckee (54) alle rivali, non da meno la brevilinea Emily Denham (70) che in finale ha demolito la russa Daria Shiliaeva che strutturalmente la sovrastava.

Quello che fino a ieri era il biglietto da visita della Russia: esperienza tradotta in ritmo e consistenza atletica, è un ricordo. Molti degli altri paesi l’Inghilterra in testa, mettono sul ring identiche caratteristiche. La Turchia al femminile, Azerbajan e Irlanda al maschile, sono ormai allo stesso livello. Lo confermano le uscite dei russi all’esordio di sei elementi, oltre ad essere rimasti fuori dal podio ben 13 atleti, la metà degli iscritti. Nei 52 la Beliaskaia perde dalla finlandese Paaso e nei +80 Vashaev, di fronte all’ucraino Kasianenko, sembrava un nano. Mai successo. Il discorso dell’Ucraina che, con Turchia e Russia, fa parte delle tre nazioni giunte al completo, vista la situazione è un miracolo. Non solo, è stata anche protagonista con 10 podi, un oro in entrambi i settori e forse tra le +80 in finale, la magiara Krisztina non era stata superiore alla Opaliukh, con 3-2 che ha mostrato una disparità di giudizio preoccupante, con 30-27 opposti, Doveroso dire che nel corso del torneo qualche vittoria è arrivata per onor di patria. Un europeo selettivo e durissimo. Sul podio delle 40 nazioni sono arrivate 18 tra le fanciulle e 20 tra i giovani. Nel maschile Turchia, Germania, Bulgaria e Bielorussia hanno raccolto solo un bronzo a testa.

Lo stesso risultato al femminile per Irlanda, una delle delusioni del torneo, Georgia e Serbia. Gli ori in rosa hanno premiato Inghilterra (4), Russia e Turchia (2), Ucraina, Azerbajan. Grecia, Scozia e Ungheria. Ancora primi i sudditi di Carlo III, con 3 ori, due la Russia, quindi con uno a testa ben otto nazioni (Azerbajan, Irlanda, Armenia, Ucraina, Montenegro, Romania, Georgia e Italia) a conferma dell’equilibrio e della crescita di nazioni fino a ieri considerate di seconda schiera. L’Italia è presente in entrambe le classifiche come avviene da anni. Un piccolo-grande miracolo dei due tecnici Franco Federici e Giulio Coletta, che si fanno il mazzo senza chiasso, al contrario dei colleghi della nazionale maggiore che di risultati sono all’asciutto da tempo, ma ancora non lo hanno capito o fanno finta. Vendere come trionfale il bilancio dei Giochi del Mediterraneo, uno dei peggiori in assoluto con la prima squadra, mentre altre hanno inviato a Taranto le riserve è uno schiaffo alla realtà. D’altronde il presidente è soddisfattissimo, quindi evviva. Mancando i risultati a livello senior, si consolano con un film sui 110 anni della federazione. Quando entri nel merito e vai a vedere il contenuto scopri che è una festa “de noantri” con infiltrazioni campane. Il Nord Italia non esiste. Il pugilato di oltre un secolo lo raccontano ”espertissimi” che la boxe l’hanno vista in TV e se gli chiedi chi sono i campioni del passato, ti guardano smarriti.                                                                                                                                                

L’Italia si è presentata a Budva con 12 maschi: guidati dal responsabile Franco Federici e dal tecnico Nazzareno Mattei. Questi i designati: 46 Luigi Nalli Lz FFOO; 50 Denis Lebedenko PM Valenzana Pietro Baldini; 52: Arturo Maltoni SA Boxe Group Porto Torres; 54: Billal Belmokhtar FFOO; 57 Nicolas Dichiera CL Avolio Castrovillari; 60 Cesare Spaziani LZ Setteville; 63 Valentino Risoluti LZ Abis Fight; 66 Raul Barone LZ Barone Fight; 70 Ciccolò Battaglia TS Pulimeno, 75 Roberto Miglietta PL Vivere Solidale con lo sport; 80 Dario Angiletti LZ Sporting Filipppella Setteville: +80 Achille Vinciati FV Riviera Friulana. La compagine scelta da Giulio Coletta supportato dai tecnici Carmine Cirllo e Francesca Grubissich si è presentata con 8 atlete: 46 Vittoria Milani LZ Life Center; 48: Annalisa Palumbo PL Boxe Palumbo; 50 Jennifer Tartaglione GS FFOO Marcianise; 54 Melissa Cavaliere PL Alfonso Taralli; 57 Morena Stifani PL Alfonso Taralli; 60 Nikita Salvan VE Albignanese; 63 Mira Amadori LB MMA Atletica, 66 Gaia Caldarella SC Dugo Boxe. A completare il gruppo l’arbitro Giuseppe De Palma, risultato uno dei migliori del torneo. Scelto anche per le finali.                            

Chiedo a Giulio Coletta se è soddisfatto del bilancio finale. “Poteva andare meglio, ma da come si sono svolti i fatti non posso che ritenermi soddisfatto del rendimento di tutte, anche quelle uscite all’esordio. I risultati sono spesso determinati dal sorteggio. Nei 46 kg. ha dominato l’inglese Grigg, e la nostra Vittoria Milani è stata quella che l’ha impegnata maggiormente. Peccato l’abbia incontrata all’esordio. Due verdetti nelle semifinali non li ho condivisi. Nei 57 Morena Stifani aveva battuta l’azera Muradli, giunta all’oro, come confermano i fischi del pubblico al verdetto. Un vero peccato.  E non ho capito la sconfitta di Melissa Cavaliere nei 54, al primo anno da U17, con l’ucraina Cherevata per 4-1. Purtroppo solo il giudice croato ha scelto Morena: 30-27. Purtroppo aver dato all’ucraina il primo round, che aveva perduto, ha deciso la sfida. L’azzurra è al primo anno da U15. Fosse andata per il verso giusto saremmo tornati a casa con un bottino migliore. Anche se quattro bronzi in un torneo tanto difficile non è un bilancio negativo. Sono orgoglioso di tutta la squadra, da Mira Amadori dalle enormi potenzialità, anche se in semifinale ha gettato al vento per inesperienza, l’opportunità dell’oro, contro la greca Karpozilou, che aveva la boxe ideale per le caratteristiche di Mira. Ma si rifarà in fretta. Il bronzo della veneta Nikita Salvan vale molto. Ha battuto la polacca che era una delle favorite, e ha tenuto botta con l’ucraina Tkachenko giunta all'argento"                                                                                                                                                                            

Come commenti la sconfitta di Gaia Caldarella nei 66 kg. ad un passo dal podio?                                                                   

“E’ stato l’unico risultato che mi ha un po’ deluso, anche se Gaia ha perso con un 3-2 per eccesso di generosità, che dice quanto sia stato l’equilibro della sfida con la turca Eybey giunta all’oro. Nei 48 la pugliese Annalisa Palumbo figlia d’arte, ha fatto esperienza lottando alla pari con l’ucraina Mishchenko e lo stesso atteggiamento lo ha mostrato Jennifer Tartaglione (50) di fronte alla russa Perekotii. Purtroppo paghiamo la scarsa attività, un handicap che pesa nei tornei. Ugualmente, lo spirito battagliero non manca a nessuna e questo mi conforta. Torniamo a casa con la certezza di un gruppo solido e di grandissime prospettive, le ragazze hanno dimostrato che l’Italia al femminile c’è e che il nostro vivaio è una realtà solida”.                                                                                                                                                                               

Eccomi a Mario Federici, che da anni guida i giovani U17 e U19, con risultati da fare invidia. Infatti sono in molti a rosicare e, visto l’andazzo, dovranno proseguire a rovinarsi il fegato. Tra l’altro in malafede, perché la professionalità di questo maestro romano della generazione del recente passato, non solo gode della stima e del rispetto dei ragazzi che fa crescere al meglio, ma l’apparente impatto burbero è il giusto rapporto che poi assicura le prestazioni dei suoi allievi, responsabilizzati e più maturi. Una terapia che dovrebbero imparare anche colleghi che molto parlano e poco o nulla raccolgono.  Passiamo ai risultati di questi   europei dai numeri record. Un oro e due bronzi, nell’edizione di più alto livello tecnico, non è poco. L’equilibrio è stato il comune denominatore. Nazioni fino a ieri di seconda schiera sono salite verso la cima. La Russia non è più lo spauracchio, semmai ha dovuto chinare la testa oltre i pronostici. Lo confermano le vittorie nel settore maschile di ben dieci nazioni giunte all’oro, fra queste l’Italia, ma anche esclusioni clamorose come Polonia, Spagna, Grecia, Germania, Turchia, Bulgaria e Moldovia, abituate a presentare almeno un atleta da medaglia d’oro. Niente da fare, solo argento e bronzo.  “Che fosse un’edizione durissima per tutte le nazioni lo sapeva dall’inizio. – Il parere del maestro -

Il livello si è alzato in generale e portare i ragazzi sul podio è davvero arduo. Esserci riusciti, nonostante difficoltà di vario genere in particolare la scarsa esperienza a questi livelli, significa molto. Vuol dire che siamo sulla giusta strada a cominciare dall’impegno dei ragazzi, che hanno dato il meglio. Il frusinate Luigi Nalli (46) al primo anno della categoria doveva fare esperienza e l’ha fatta. Battuto dal bulgaro Pronovich dopo aver lottato generosamente. Altro discorso per Denis Lebedenko (50), residente in Piemonte, famiglia ucraina, italiano di nascita con notevoli qualità. Ha la giusta determinazione e una volontà d’acciaio. Due vittorie che fanno bene e la sconfitta di misura col romeno Butan giunto all’argento, ci sta. Il tempo gioca a suo favore. Nei 52 il sardo Arturo Maltoni l’ho trovato migliorato dal recente passato. Ha battuto il serbo Staletovic, poi ha incrociato il fenomeno inglese McCleod, il miglior pugile del torneo e si è fermato. Vista la statura deve mettere muscoli per risultare meno fragile                                                                                                                     

Quello della fragilità per l’altezza riguarda anche il campione italiano dei 54, Billal Belmokhtar delle FFOO giovanili origini algerine, uscito all’esordio col polacco Adamaski?                                                                     “Esatto. Lo raccomando ai maestri di svolgere questo importante lavoro. Anche il calabrese Nicolas Dichiera (57) deve rinforzarsi e stare più concentrato. Mi era piaciuto al torneo delle Aquile, un po’ meno contro l’ucraino Zakharchenko, giunto al bronzo. Nei 60 Cesare Spaziani dopo il successo sul locale Nikitovic e lo spagnolo Musur, ha avuto la sfortuna di incrociare Rustemouski, il figlio del vice presidente della federazione macedone. Aveva vinto ma i giudici hanno dato al vittoria allo sgraziato rivale. Nei 63 il romano Valentino Risoluti ha raccolto un bronzo importante, frutto di due successi: sul moldavo Zamoz e l’armeno Baghdasar dopo una bella battaglia. Col russo Gadzhiev, giunto all’argento, ha pagato la minore esperienza”.                                   

Te lo aspettavi il capolavoro del romano Raul Barone nei 66 kg., un oro conquistato dopo aver vinto cinque incontri, nessuno facile. Dal tedesco Aluebosele al bielorusso Micheichanka, dall’azero Hasalin all’ucraino Ismailov., fino alla vittoria per l’oro contro l’armeno Harutyunyan che sembrava un trentenne. Un capolavoro dopo l’altro, trovando sempre la giusta contraria per vincere netto.  Quattro successi 5-0 e uno prima del limite. Il segreto?                                                                                                                                                                             “Applicazione assoluta, un lavoro certosino curando ogni particolare. Raul è maturato anno dopo anno, mettendo a frutto le potenzialità naturali. Intelligenza tattica, preparazione perfetta e tanta, tanta fatica per arrivare a Budva nella condizione perfetta. Ed è il primo traguardo, avendo ambizioni giustificate. Consapevole che non è facile confermarsi”.                                                                                                                                

Gli altri?                                                                                                                                                                 

 “Niccolò Battaglia è partito bene col bulgaro Spasov, poi col longilineo russo Tsimtsba si è inceppato, per pura inesperienza. Ha qualità in embrione, deve tirarle fuori. Il medio Roberto Miglietta non aveva perso contro il tedesco Manguld, quindi è da rivedere. Ha buone qualità. Per un debuttante in una categoria (80) non facile, Dario Angiletti allievo di Filippella, aver vinto due incontri, conquistando un bronzo europeo, non è impresa da poco. Un biglietto da visita di tutto rispetto. Per Achille Vinciati (+80) è solo questione di tempo e avremo un bel gigante. Il ragazzo è più maturo dell’età, ha idee chiare e una buona base tecnica, ma anche qualche chilo superfluo. Una volta messa a posto la parte muscolare sarà un cliente scomodo per tutti”. Neppure il tempo di respirare e per Coletta e Federici è pronto l’impegno sempre a Budva dei mondiali U19 che iniziano sabato. L’Italia si presenta con 5 atlete: 51 Favi Korynnemary Sc Siracusa Boxe; 54 Reale Kesia Cp Himantes Napoli; 60 Perna Rachele Ts Gym Grosseto; 65: Zamana Amelia Lg Olimpia Albenga; 70 Scorrano Sara Gs Ffoo. Simone Fiori e otto maschi: 55 Orlando Tommaso Em Alto Reno; 60 Fabi Daniele Lz Rignano Boxing Club; 65 Cavallo Giuseppe Sc A. Pilli, 70: De Micco Matteo Gs Ffoo, 75; Bramerini Alessandro Ts The Lab; 80: Nocadello Tiberio Gs; 85: Casarsa Luca Em Boxing Club Bologna; 90: Ballarin Alessio Ve Pugilistica Rodigina. Team leader Terry Gordini.  Venerdì sorteggi, sabato inizio. Lunedì 26 ottobre riposo, sabato 27 le finali.

Giuliano Orlando