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Atlante dei sentieri di campagna. Liguria-Riviera di Levante
Scoprire la storia di un territorio aspro, misterioso e affascinante a piedi o in bici. Alvaro Marcarini - Atlante dei sentieri di campagna. Liguria-Riviera di Levante - ediciclo-editore – Pag. 178 - Euro 22.00.
di Giuliano Orlando
Ritengo Alvaro Marcarini uno dei migliori autori nel raccontare le storie della nostra bellissima Italia, in chiave paesaggistica, culturale, artistica e particolarmente storica. Percorrendole a piedi o in bici, i mezzi più idonei per la scoperta reale di terre dove spesso la vegetazione ha ripreso il sopravvento, cancellando un passato agricolo quasi miracoloso, in un territorio aspro e povero. Per adempiere a questi compiti ha rafforzato negli anni l’indubbia competenza e passione che lo anima. La sua bibliografia ne fotografa l’impegno costante e importante. Ha attraversato la penisola, ha studiato l’orografia e la storia anche delle isole, Corsica compresa. Si è soffermato in particolare da buon milanese nella sua Regione e in quelle confinanti del Piemonte e Canton Ticino. Ha pedalato dal Nord al Sud di casa nostra, ha raccontato la bellezza infinita delle Cinque Terre, un gioiello racchiuso su terrazze e ulivi, contrafforti e case colorate che si specchiano sul mare, facendo innamorare il poeta Eugenio Montale e non solo. Dopo L’Atlante dei sentieri di campagna Lombardia, che ho recensito recentemente, il secondo lavoro che riguarda la Riviera di Levante della Liguria mi ha fatto rivivere il tempo della mia giovinezza, visto che sono nato a Genova, dove ho vissuto fino al raggiungimento della maggiore età. Riscoprire località come le colline sopra la Superba, dal Righi a Casella, e i numerosi santuari (la Guardia, Bambin Gesù a Cogoleto, del Gazo e altri) che raggiungevi scarpinando lungo sentieri impervi, fermandoti per la sosta e il pranzo sull’erba. Ma anche le Valli del Bisagno, della Val Trebbia, Valle Sturla e Fontanabuona, dove nacquero i genitori di Cristoforo Colombo, la lunga e sottile riga che disegna il Golfo del Tigullio, le piccole spiagge protette da ripide rocce, dove brillano spicchi di mare azzurro. Il libro racconta la storia dei forti che dominano Genova, oggi per la maggiori parte, scheletri di un passato che servivano a proteggere la città dagli assalti dei pirati. Le illustri famiglie genovesi che per oltre un millennio dominarono la politica, i commerci, le lotte tra fazioni (guelfi e ghibellini), quali i Doria, i Grimaldi oggi regnanti nel Principato di Monaco, lembo di terra che ospita una buona fetta di straricchi, provenienti dai settori più vari, i Fieschi, gli Spinola e pure i Pallavicino, che ben ricordo essendo cresciuto a Pegli, zona di Ponente, dove la villa più importante era appunto intestata all’antica famiglia che diede a Genova dogi e cardinali, mentre la parte boschiva era chiamata Villa Doria. Per concludere gli Adorno e i Brignole ai quali è intestata la piazza più grande della città, prospicente ad una delle due stazioni ferroviarie cittadine. Sono 27 gli itinerari che fanno scoprire una parte della Liguria, fosse quella meno esplorata, dalla muraglia sovrastante Genova, che a giudizio degli esperti è seconda solo a quella cinese. Dal Monte Reale che supera i 900 metri la cima più alta della regione, entrando nei comuni di Ronco Scrivia e Isola del Cantone. Nell’entroterra genovese, giunti in Val Trobbia, trovi il Castello della Pietra, percorrendo l’antica Via del Sale orientata verso la Pianura Padana. La scoperta di vallate minuscole che raccontano una civiltà insospettata e tenace, in contrapposizione ad un popolo ritenuto solo marinaro. La Val Bisagno, il cui omonimo terrente scivola fino al mare, trovando nel suo percorso le ombre di antichi villaggi operativi tra castagni, vigneti, frutteti, ortaggi e ampi prati dove sostavano numerosi capi di bestiame. Un passato nascosto e irrecuperabile. Pian della Cavagna, il Golfo del Paradiso e il Monte di Portofino, la cui attività turistica è tutta sul mare. I faggeti del Monte Zatta nel grande parco botanico naturale dell’Aveto. Partendo da Sestri Ponente antica sede di importanti cantieri navali, toccando Bonassola, verso Levanto e Framura, fiammate di vita che si rinnovano. Il Golfo di La Spezia e la Val di Vara dove si percepisce la vicinanza con la terra toscana. Lerici il suo possente Castello. Questo e molto altro vi fa scoprire l’autore, il cui amore per tutto ciò che avvicina l’uomo alla natura è trasparente, come il piacere attraverso le sue sensazioni, di rendere partecipi i lettori.
Giuliano Orlando