Editoriale: Bozzo e i nuovi manager

2011-01-02 10:53:49
Pubblicato il 2 gennaio 2011 alle 10:53:49
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

I procuratori in ascesa. Anzi, chiamiamoli manager perché rende l’idea. I manager in Inghilterra sono gli allenatori che hanno un budget e che incidono parecchio sul mercato. In Italia i manager sono anche i riferimenti dei calciatori: quelli che entrano in campo quando urge perfezionare una trattativa più o meno importante; quelli che curano l’immagine fuori dal campo; quelli che intervengono nei momenti difficili cercando di comportarsi da fratelli maggiori.

Tra i giovani in ascesa di sicuro c’è Beppe Bozzo. Lo conosco da tanto tempo, ricordo che un giorno mi fece vedere una videocassetta (a quei tempi non esistevano i dvd) di Antonio Cassano. Il meglio di Cassano al torneo di Viareggio. Fantantonio aveva circa diciassette anni, giocava nel Bari, faceva numeri da foca, già gli occhi di tutti addosso. Lavoravo al “Corriere dello Sport” ed ebbi la fortuna di seguire da vicino la trattativa del suo trasferimento dal Bari alla Roma, quando per molti era un promesso sposo juventino. In quei giorni ho conosciuto bene Bozzo, avvocato cosentino di ottima presenza, dai modi garbati e dal fiuto indiscutibile. Aveva ragazzi che stavano facendo bene in serie B (Bellavista nel Bari, Di Sole nella Reggina, Apa nel Cosenza) e si distingueva per i chilometri macinati su e giù per l’Italia. Aveva un rapporto con i suoi assistiti da fratello maggiore, appunto, e questo è un particolare che paga. Se sei bravo professionalmente, e anche molto umano e comprensivo, hai una marcia in più rispetto alla concorrenza.

Non a caso negli anni Beppe Bozzo è diventato un eccellente riferimento nel calcio-mercato. Ha fatto una selezione nella vita professionale, ha lasciato i bravi ragazzi della serie B perché quando cresci devi puntare al top. Ha tenuto Simone Perrotta, un rapporto storico e lunghissimo, circumnavigando i mari più tempestosi (eufemismo) per gestire le varie cassanate. E se Antonio ha ringraziato spesso il manager, evidentemente è perché ha capito che senza la presenza di Beppe lo stakanovista sarebbe finito fuori strada. Il passaparola è determinante soprattutto in sede di calcio-mercato. Bozzo ha allargato la famiglia degli assistiti agganciando Quagliarella, Marchetti e – new entry freschissima – Alberto Gilardino. Insomma, ha preso il meglio in circolazione. Se schiera un tridente Quagliarella-Gilardino-Cassano è perché il lavoro di semina è stato fondamentale. Oggi Bozzo è il rampante della categoria, fatti e non parole. Da Cosenza con passione, stile e competenza.