Vincenzino, non fare sconti

Pubblicato il 23 febbraio 2011 alle 08:46:57
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

 

Conosco Vincenzino Montella da quando giocava nel Genoa, in serie B. Era un fenomenino, un Aeroplanino, già a quei tempi. Ricordo che una sera di tanti anni fa presi appuntamento dopo una partita a Marassi: andammo in pizzeria con la moglie Rita, dovevo realizzare un’intervista per il Corriere dello Sport. Fu gentilissimo, mi diede tantissimi spunti prima di riaccompagnarmi in albergo, zona aeroporto. Mi colpirono disponibilità e umiltà, gli occhi sempre sgranati, lo sguardo vispo e la predisposizione ad essere sincero. Non potevo certo immaginare che un giorno sarebbe diventato allenatore. Ma ero riuscito a memorizzare che Vincenzino aveva curiosità su tutto.

Adesso che gli hanno dato la Roma un paio di cose andrebbero chiarite. La prima: non è giusto chiamarlo Traghettatore. Mi sembra offensivo. A maggior ragione se pensiamo ad allenatori esperti che firmano contratti, in A o in B, di tre o quattro mesi. Montella è un tecnico alle prime armi che vuole prenotare uno splendido futuro: la Roma è casa sua, lo hanno chiamato, ci hanno creduto. Lui si è preso qualche ora di tempo e poi ha giustamente accettato.

Il secondo aspetto è più importante: si dice che la Roma abbia scelto Montella perché Vincenzino conosce lo spogliatoio, i big e i mostri sacri. Giusto, è una traccia, non può essere un difetto. Ma da qui a sostenere che il neo-allenatore si faccia prendere la mano, che decida dopo aver consultato Totti o Pizarro, che utilizzi la farina degli altri per riportare la Roma sulla retta via mi sembra una carognata. Il confronto è fondamentale, decisivo: ci sta che una formazione venga decisa dopo aver ascoltato il parere dei veterani. Ma un conto è il parere, un altro paio di maniche piegarsi alla volontà senza dare l’ultimo – decisivo - giudizio. E sono convinto che Montella resterà in piedi, con dignità. Senza tralasciare la competenza che gli permetterà, glielo auguro, scelte illuminate e illuminanti. La Roma ne ha bisogno, in un momento-svolta: il passaggio societario deve essere uno stimolo, con la priorità dei risultati. Una Roma fuori dalla Champions sarebbe disastrosa per qualsiasi cordata pronta a programmare grossi investimenti.

Tutti questo Montella lo sa. Aspettiamolo senza prevenzioni, prima tappa stasera a Bologna. L’Aeroplanino in panchina perché sia davvero una pagina nuova, tutta giallorossa. Senza veleni, ripicche e gelosie.