Totti e Vucinic contro Ranieri: Roma come il Bounty, eppur rimonta

Pubblicato il 16 gennaio 2011 alle 22:12:17
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

di Xavier Jacobelli, direttore www.quotidiano.net.

Tanto più litiga quanto più rimonta. Questa è la Roma di Ranieri che vince a Cesena, ma stavolta deve sciropparsi la rabbia di Vucinic, pronto a prendere a calci il mondo perché non gli vanno giù le scelte del tecnico. E, una settimana prima, a Marassi, a mandare al diavolo l'allenatore era stato Totti, al quale era stata riservata l'umiliazione di andare in campo soltanto negli ultimi, inutili quattro minuti. Una scelta sbagliata che, però, Ranieri ha talmente difeso da incaponirsi a ripetere, prima di Cesena: "Se tornassi indietro, mi comporterei esattamente allo stesso modo".

Vista da fuori, la Roma quarta in classifica, sembra più la ciurma del Bounty che una squadra unita lanciata pancia a terra alla rincorsa del Milan. Se alle intemperanze dei giocatori aggiungete l'incertezza che regna sovrana ai piani alti della società, dove ancora non sanno chi, come,  dove e quando prenderà il comando su indicazione di Unicredit, avete un'idea dell'autentico prodigio che Ranieri e i giallorossi stanno compiendo in campionato.

Erano partiti malissimo, rischiando anche l'eliminazione nella fase a gironi della Champions. Hanno invertito la rotta. Sono entrati negli ottavi di finale del massimo torneo continentale mentre in serie A, con le unghie e con i denti sono ritornati in corsa. Totti dice che quando si presenta a Trigoria diventa triste. Vucinic non digerisce le staffette. Mexes andrebbe subito al Milan, ma forse dovrà aspettare sino a giugno. Eppure. Eppure la Roma va. Dove sta scritto che per vincere non bisogna litigare? Ranieri ci ha fatto il callo, con la soddisfazione di leggere sulla stampa inglese che a Liverpool, per rifondare i Reds, è entrato in ballottaggio con Benitez.

A fine stagione è molto più probabile che sia l'allenatore a lasciare la capitale piuttosto che Totti, totem intoccabile del club. Per ora conta solo vincere. Con la rabbia e con la passione che solo la Roma conosce.