Pescara, Sebastiani: "Arbitri? In A c'è sudditanza"

Pubblicato il 13 marzo 2013 alle 20:07:43
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

"Non cerchiamo alibi. Se siamo in questa posizione di classifica vuol dire che abbiamo commesso anche noi degli errori, però le partite si vincono anche con i rigori e a noi non li hanno dati". Questa la critica del presidente del Pescara Daniele Sebastiani alla classe arbitrale italiana. "Il Siena ha vinto a Palermo con un rigore dubbio, noi in casa nella gara con l'Udinese meritavamo di avere due penalty netti che ci hanno invece negato - ha aggiunto il numero uno biancazzurro -. Anche nella gara di Bergamo siamo stati penalizzati nella situazione del fallo non rilevato su Weiss (ci poteva essere il secondo giallo per Stendardo, ndr) e se così fosse stato, la nostra classifica oggi poteva forse essere un po' diversa. Il nostro giocatore ha subito fallo si è infortunato e ora chi mettiamo al suo posto domenica? Vorrei - ha proseguito il presidente - che ci fosse maggiore rispetto anche per noi perché a calcio si gioca e si vince anche con i rigori giusti e le espulsioni che quando ci sono devono essere date".
 
Sebastiani ha poi rievocato il concetto ben noto di sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti delle squadre più blasonate: "Il problema è che spesso le squadre cosiddette piccole forse vengono poco aiutate. C'è sudditanza psicologica perché è normale dare con più facilità un rigore alla Juventus piuttosto che al Pescara o al Genoa - ha commentato il presidente -. Non si vuole la moviola in campo ma io credo che sia l'unico modo per cercare di migliorare le cose. Avere cinque arbitri in campo ha dimostrato che non ha senso perché gli errori ci sono lo stesso. Anche l'anno scorso siamo stati penalizzati, avremmo vinto il campionato con dieci giornate di anticipo, ricordo per esempio le gare con Modena ed Ascoli".