Pazzini Inter amala

Pubblicato il 28 gennaio 2011 alle 11:59:22
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Pazza Inter amala: è il motivetto che fa impazzire la gente nerazzurra. Pazzini Inter amala: nel senso che, caro Pazzo, ama la squadra che ti ha voluto. E tu, Inter, ama Pazzo e mettilo nelle condizioni di colpire. L’errore recente contro la Juve è stato così grande che, evidentemente, apparteneva al repertorio di un ragazzo abbastanza disorientato dalla cessione in arrivo. Pazzini Inter amala: è la grande occasione della tua vita, te la sei meritata sul campo, per te avrebbe fatto follie anche Ancelotti al Chelsea.

E’ vero che non potrà giocare la Champions, ma con il Milito malandato dell’ultimo periodo il suo apporto in campionato sarà fondamentale. Pazzini merita iniezioni di fiducia: se lo fai diventare triste in panchina, come accadde ai tempi di Prandelli, lui si lascia abbattere dalla malinconia. Non accadrà. Pazza l’Inter, e quindi Pazzini: sembra un passaggio obbligato. E’ come se avesse indossato quella maglia nerazzurra dalla scorsa primavera, quando fu determinante con i due gol in casa Roma: decisivi per la qualificazione Champions della Samp, ma anche per la rimonta Inter, un po’ affannata dopo le prodezze in rimonta della truppa di Ranieri. Adesso gli hanno dato il premio scudetto, in leggero ma non colpevole ritardo. Pazzini Inter amala: sarà il motivetto, in attesa dell’esordio.

Ma non posso trascurare i tifosi della Samp, in gran parte civili, passionali, sportivi. Dico in gran parte perché ho ancora conservato una e-mail che mi inviò un amico il 31 agosto scorso. Qualche insulto dai soliti che si nascondono dietro un computer, cialtroni in servizio permanente. Soltanto perché mi ero permesso di discutere il progetto di Garrone. Alla vigilia del playoff di Champions non aveva fatto un-investimento-uno. E si era nascosto dietro il paravento della conferma dei gioielli Cassano-Pazzini-Palombo. Un merito, dicevano. Ma quale?

Adesso che Garrone ha liquidato Cassano e Pazzini in poche settimane, adesso che Di Carlo ha accettato senza battere ciglio (stimo Mimmo, ma non si fa così), adesso che il ridimensionamento è totale, io non posso che augurare alla Samp giorni migliori. E Garrone dovrebbe rimborsare almeno il cinquanta per cento delle tessere sottoscritte in estate. Sarebbe come se acquistassi l’abbonamento alla Scala di Milano con la garanzia della presenza fissa dei primi ballerini. Per poi scoprire che nei secondi cinque mesi di stagione i migliori sono stati sostituiti da gente di livello inferiore. C’è un motivo, soltanto uno, che non mi dovrebbe portare a chiedere un parziale risarcimento?