Napoli, uno scudetto l’hai già vinto

Pubblicato il 13 febbraio 2011 alle 11:14:41
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Ci sono tanti scudetti. Uno è quello della credibilità: il Napoli l’ha già vinto. A Roma ieri sera, con una prestazione-monstre, degna di una squadra che ha qualsiasi attributo: tecnico, tattico e caratteriale. L’infinito Mazzarri parla di possesso palla, padronissimo. Ma non è quello il punto. Il punto è che il Napoli ha deciso come e quando distruggere la Roma: ha individuato i momenti, ha cavalcato la tigre, l’ha colpita e affondata. Tra le tante cose belle, una mi è piaciuta moltissimo: quel cross di Cannavaro dalla destra che ha armato Cavani per il 2-0. Già, Paolino lì, in un posto non di competenza. A conferma che il Napoli è una squadra vera, forte, di razza, di sostanza. Cannavaro si è fatto cinquanta-sessanta metri di corsa per pennellare l’assist (hai visto mai il fratello d’arte al servizio con il compasso? Una delizia) e poi è tornato a svolgere il compito che gli riesce meglio: abbassare la saracinesca, ingresso vietato a chiunque. Con suo compare De Sanctis che sta forse centrando la migliore stagione in carriera.

Che il Napoli sia una squadra di lusso è sintetizzato da altri particolari: Cavani che va a fare il Cannavaro in marcatura su Borriello; Lavezzi che si danna l’anima senza fermarsi un centesimo di secondo; Hamsik che scorrazza alla ricerca della mattonella giusta; quei due in mezzo al campo– Pazienza più Gargano – che dettano i tempi con una precisione da cronografo svizzero. Il Napoli ha il dovere di credere allo scudetto, quello che si cuce sul petto, dopo aver conquistato quello della credibilità. Ci deve credere perché è maturo, ha personalità, qualità, convinzione. Non ha senso parlare di mercato, dell’inserimento di Ruiz, della necessità di acquistare un campionissimo. Oggi sono discorsi anacronistici: il Napoli è nel ballo scudetto e deve ballare. Perché anche se non ci pensasse sarebbe un’intera città a rinfrescare le idee, a trasmettere la passione e la pressione come sempre ha fatto.

Sarà una bella lotta. Sullo sfondo la magica sfida di fine febbraio a San Siro, in casa Milan. Un Milan che ha trovato Cassano, che ha spolverato Robinho e che non prescinde da Ibra. Oggi l’Inter deve rispondere, sbancando Torino. E la Juve non può sbagliare, urge sgambettare Leonardo per restare aggrappata alla zona Champions di una classifica con troppe pretendenti agguerrite.

Due parole sulla Roma. Il ciclo di Ranieri è finito. Perrotta parla di organizzazione e di entusiasmo inesistenti, l’allenatore gli dà ragione. Amen. Escludere Menez è stata una sciocchezza vera: come se un assetato scaraventasse dalla finestra l’unico bicchiere d’acqua a disposizione. A Ranieri restano goffi alibi. E le parole, sgarbate, da dedicare ai giornalisti che gli pongono quesiti non graditi. La Roma ha bisogno d’altro, molto presto.