Libri di sport: i giganti del rugby, buoni fuori ma cattivi in campo

Pubblicato il 20 febbraio 2013 alle 13:08:46
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Redazione Datasport.it

Props piloni – Francesco Volpe - Absolutely Free Editore – Pag. 136 – Euro 13.00.

I piloni, quelli che formano la mischia e spingono come dannati contro rivali dalle stesse caratteristiche, in gergo cinematografico sono i caratteristi. Terminato il compito, tocca ai tre quarti, le ali essere lepri imprendibili per ottenere la meta. Eppure i ragazzi sognano questi giganti buoni più degli avanti, brutti, sporchi e cattivi. In questa occasione, ne vengono ricordati dodici, partendo da Tommaso Fattori, eroe negli anni ’30, folignate, bandiera del rugby capitolino, mentre L’Aquila lo adotta come allenatore e gli dedica lo stadio. La cavalcata comprende il parmigiano Sergio Lanfranchi di stanza a Grenoble. La stampa transalpina scrisse “il miglior pilone francese è un italiano”. Il monzese Ambrogio Bona, rubato al…giavellotto. Per molti il miglior pilone destro in assoluto. L’aquilano Cucchiella e Properzi-Curzi il gigante troppo buono, Cuttitta cresciuto in Sudafrica. Storica la frase del catanese Lo Cicero: “I piloni, unici a migliorare col tempo, come se stessero nelle botti”. Il campano Perugini detto “Totò”, unico italiano ad aver battuto gli All Blacks. Castrogiovanni, argentino di nascita, spunta a Calvisano ma esplode a Leicester dove il rugby è religione. Punto fermo della nazionale azzurra.