La Juve in bianco. Come Del Piero

Pubblicato il 27 febbraio 2011 alle 10:18:04
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

La Juve è andata in bianco. Come Alex Del Piero. Con una piccola, anzi grandissima, differenza. Pinturicchio aveva dato la disponibilità a firmare senza cifre o limiti. La Juve è andata in bianco contro il Bologna, bucando l’approccio e tutto il resto. Al secondo gol di Di Vaio, con Marco che passeggiava beato tra avversari impotenti, si è capito che questa rischia di essere un’altra stagione da mettere nello scantinato. Un disastro? Aspettiamo che finisca, ma ci sono abbondanti premesse per il disastro. Anzi per il fallimento.

Ci sarà un motivo se la Juve contro le medio-piccole sparisce come se calasse la nebbia su qualsiasi idea, anche la minima. Ci sarà un motivo se la settimana è trascorsa tra blitz di Andrea Agnelli, alla presenza di Nedved e chissà chi, vicende contrattuali, toto-allenatore (per il futuro), toto-modulo. Insomma, un frullato di quelli indigesti. La Juve brucia. Ed è abbastanza paradossale che Delneri ribadisca: “La sconfitta di Lecce è rimasta nella testa”. Intanto, a Lecce non avrebbe dovuto perdere. Poi, quella figuraccia è stata sancita anche dalle decisioni di Gigi (tatticamente non esemplari). E se poi una sconfitta ti resta nella testa per sette giorni, il malato deve essere grave. Esattamente com’è serio il problema di Delneri che stimo come persona e come tecnico, ma che evidentemente quando ha una chance con le grandi la manda in rovina: è forse un messaggio del destino?

Adesso è giusto che scenda in campo Andrea Agnelli: non c’è bisogno di ulteriori blitz a Vinovo o dintorni, ma di prendere decisioni fondamentali. Queste: a) un allenatore da agganciare subito per il futuro, possibilmente il migliore in circolazione; b) stabilire se dovrà essere ancora Marotta a fare il mercato; c) capire bene il ruolo di Fabio Paratici; d) individuare i nomi da pescare in giro per il mondo, fondamentale che siano campioni. Recitando a memoria (a memoria? Non esageriamo) l’undici titolare non c’è traccia di quei quattro o cinque fuoriclasse che dovrebbero avere una presenza fissa. Matri? Ottimo attaccante, da trattenere. Krasic? Buon esterno, anche se in calo. Marchisio? Bravo centrocampista. Tra “ottimo”, “buono” e “bravo”, mancano gli aggettivi “eccellente”, “inimitabile”, a costo di esagerare un po’. Ma non si esagera quando si sottolinea il concetto che chiama in causa Andrea Agnelli: scelte poche ma buonissime. E soprattutto immediate.

La Juve è andata troppo in bianco negli ultimi due anni per pensare che si possa continuare a scherzare.