Gli allenatori si facciano rispettare

Pubblicato il 12 febbraio 2011 alle 08:56:27
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

 

La storia di Bari non l’ho mandata giù. E credo che gli allenatori debbano farsi rispettare. Traduzione: non è carino accettare qualsiasi proposta. Addirittura quattro mesi di contratto, o poco più, all’interno di una situazione compromessa (eufemismo). E’ il caso di Lino Mutti: buon allenatore e persona di spessore. Se salvasse il Bari, un’impresa stile cima Coppi, sarebbe pronto per Real Madrid o Barcellona. Male che vada, per la Roma o per la Lazio. Sto esagerando, ma il discorso renda l’idea. Il Bari è inguaiato fino al collo, paga gli errori di Matarrese e di Ventura. E non è giusto che Mutti gestisca quattro mesi al buio. Dicono: ma ci sarebbe un’opzione… Rispondo: l’opzione è una cosa, un anno in più  - sicuro fin da oggi - un’altra.

Non a caso gli allenatori precedentemente interpellati da Matarrese hanno detto no. Colomba ha un impegno con il Bologna fino al 2012, a soldi importanti. Per liberarsi avrebbe dovuto avere una buonuscita dal suo attuale club e un contratto della stessa durata dal Bari. Matarrese se n’è guardato bene. Papadopulo sarebbe andato volentieri in Puglia, ha un buon rapporto da sempre con la proprietà. Ma anche il Papa, a precisa richiesta, ha risposto che per quattro mesi sarebbe rimasto a casa. Quattro mesi che poi, stringi stringi, sono poco più di tre: il campionato finisce a maggio. Quindi, si tratta di una specie di affitto. La buona volontà di Mutti, il desiderio di tornare in pista, la possibilità di cimentarsi in serie A. Ma anche, come contraltare, il fatto che – se andasse male – potrebbero dirgli “grazie lo stesso, è stato bello, ma ripartiamo da un altro”. Non mi sembra una bella situazione.

Gli allenatori devono farsi rispettare perché è cambiato il mondo. Una volta incidevano, nella costruzione dell’organico, almeno al 30 o al 40 per cento. Adesso subiscono. Sono pochissimi quelli che presentano un programma, con nomi e cognomi, e quel programma diventa operativo. Molto spesso chiedono un centrocampista centrale e arriva un esterno offensivo. A maggior ragione, la scadenza dell’impegno dovrebbe essere dignitosa. Esempio: se Matarrese avesse creduto in Mutti, gli avrebbe proposto un anno e mezzo. E gli avrebbe detto: “Questa è la squadra, proviamo il miracolo. Ma se andasse male, cerchiamo di capire cosa occorre per una rapida risalita. Con lei in panchina”.

Mi dispiace che capiti a Bari. Dove, in pochi mesi, sono riusciti a fare un triplo balzo all’indietro.