Editoriale: vi racconto la mia Spagna, da Messi a Kakà

Pubblicato il 5 gennaio 2011 alle 11:37:07
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Cinque giorni in Spagna, rimbalzando a destra e a sinistra. Dovevo staccare prima di rituffarmi nella bolgia del mercato. Sono appena rientrato, tra valigie smarrite e disastri vari. Stasera vi aspetto con lo Speciale mercato su Sportitalia: so che sarete numerosi, me lo avete chiesto in aereo e al check-in. E venerdì troverete le risposte: ho un mare di posta arretrata. Intanto, ecco la mia Spagna più o meno segreta.

Messi: campeggia in tutti gli angoli più sperduti. Sulle scale mobili, nei negozi di elettronica, nelle bancarelle dove vendono il prosciutto, nel supermercato e nelle aree di servizio: Messi, Messi, Messi. Non soltanto a Barcellona sono convinti che per lasciare la Catalogna dovrebbe accadere qualcosa di straordinario. Moratti ha intenzione di provarci a fine primavera, con  possibilità oggi non superiori al tre per cento.

Kakà: qualche fidatissimo amico spagnolo mi ha garantito che qualcosa entro fine gennaio accadrà, a maggior ragione se il minutaggio di Ricky nel Real dovesse essere di quindici minuti a partita. L’Inter nega, ma all’occorrenza si terrà pronta. Retroscena: il feeling tra Mourinho e Kakà è quello di un allenatore con l’obbligo di tutelare un investimento che, se fosse dipeso da lui, non avrebbe fatto. Quindi il feeling è vicino allo zero. Attenzione.

Fabregas: anche nei bar dell’Andalusia, quindi non a un tiro di schioppo da Barcellona, si narra che prima o poi l’affare andrà in porto. Fabregas avverte il richiamo, l’Arsenal non potrà tirare la corda a lungo. Si tratta di capire quale sarà la proposta del Barcellona, non inferiore ai 45 milioni. E quale sarà la resistenza di Wenger.

Non tutti gli stadi spagnoli garantiscono il massimo della modernità. Sono entrato, grazie alla gentilezza di un inserviente, all’interno del “Ramon Sanchez” di Siviglia. Tribune fatiscenti, tappeto erboso ben curato, siamo vicinissimi al centro e si avvertirebbe la necessità di una struttura diversa. Ma è l’atmosfera a coinvolgere: all’interno della tienda del club incredibile processione anche in un giorno morto della settimana. Ti vendono di tutto e di più. Ah, dimenticavo le pillole di mercato da Siviglia: non date retta a chi sostiene che il club sia contento di Cigarini, è l’esatto contrario, infatti si parla di un rientro in Italia. Anche Konko è in bilico, Luis Fabiano ha un po’ stufato con le sue bizze. Morale: se si volesse fare la spesa da quelle parti, non ci sarebbe il divieto d’accesso.