Toni, Floro e Maccarone: dentro o fuori

Pubblicato il 6 gennaio 2011 alle 08:00:15
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Quando riparte il mercato, ci sono storie in bilico. Oppure matrimoni finiti. Alla seconda categoria appartiene il rapporto, che definire tormentato è un eufemismo, tra Adrian Mutu e la Fiorentina. Ieri l’ultimo atto di una storia ormai alla frutta. Mutu non convocato, ai margini, protagonista di troppi casini negli ultimi anni. Forse aveva ragione Corvino quando aveva deciso di piazzarlo alla Roma e di portare a casa un pacco di milioni. Adesso sarà complicato trovare una soluzione. La storia di Mutu assomiglia a quella di una Porsche bella ma dispendiosa, parcheggiata in garage da qualche tempo. Piacerebbe sì, ma ci vorrebbe un amatore. Fuori metafora: chi avrà il coraggio, perché ci vuole anche coraggio, di portare a casa Mutu con tutti i guai che ha procurato e che potrebbe procurare?

Non solo Mutu, sia chiaro. Ci sono altre storie che andrebbero chiarite. Partendo dal presupposto che Amauri non intende lasciare la Juve. Quella di Luca Toni merita la precedenza. Aveva scelto il Genoa, la scorsa estate, per convinzione e perché l’ingaggio era stato da urlo. Rendimento non all’altezza, le parole di Preziosi (che lo ha bocciato a metà stagione) hanno fatto la differenza. Ballardini non vorrebbe perderlo e ha speso frasi dolci nella conferenza stampa prima di Genoa-Lazio. Ma se Toni continuasse a sentirsi un intruso, un separato in casa, sarebbe difficile trattenerlo. La Juve è soltanto un’ipotesi.

E cosa dire di Antonio Floro Flores, il guaglione che a Udine non trova visibilità? Il talento non si discute, se potesse andrebbe via, ma bisogna fare i conti con i friulani, una bottega solitamente cara. Il Saragozza è uscito allo scoperto(in alternativa a Jonas del Gremio), ma Floro piace moltissimo a Fiorentina e Parma. Vedremo. Certo è che se la formula prevede poco campo e molta panchina sarà complicato trattenerlo con il sorriso sulle labbra.

La storia di Massimo Maccarone è particolare. Fino a venti giorni fa avrei scommesso su una cessione. L’infortunio a Pinilla ha complicato la situazione, nel senso che Zamparini e Delio Rossi hanno bloccato la cessione di BigMac. Oggi è così, tra quindici giorni la musica può cambiare. Massimo è un ragazzo particolare: se non gioca si deprime, ha scelto Palermo con convinzione, gli umori saranno presto decisivi.

Toni, Floro Flores e Maccarone al dentro o fuori, importanti (forse decisive) le prossime due partite. Il mercato aperto è un supplizio, una necessità e – molto spesso – una tentazione.