Editoriale: la Juve rinasce con Matri

Pubblicato il 13 febbraio 2011 alle 23:11:00
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

di Xavier Jacobelli, direttore www.quotidiano.net

 

Se l’Inter perderà lo scudetto, rimpiangerà amaramente i tre punti ceduti stasera alla Juve. Che lo scudetto non lo vincerà, ma, grazie a questa prestigiosa vittoria, può dire di essere rinata. O, quantomeno, di avere finalmente imboccato la strada del rilancio. Ora, l'importante è non sbandare più. Il migliore è stato ancora una volta Alessandro Matri (3 presenze, 3 gol), ammirevole per la rete che ha segnato e per essere rimasto coraggiosamente in campo nonostante il fortissimo dolore al costato accusato nella ripresa. Questo successo per Delneri significa morale, fiducia, consenso. Ha ragione Chiellini: era un anno e mezzo che i bianconeri non vivevano una serata tanto esaltante, è giusto che se la godano. Irriconoscibile, invece, l'Inter: bolsa, arruffona e inconcludente. Urge correre ai ripari.  

Il primo tempo è stato juventino. Giusto così. Delneri aveva chiesto alla squadra di correre, correre e correre per impedire all'Inter di imporre il proprio gioco. Difesa molto attenta (Barzagli è un rinforzo indovinato), Chiellini ancora a sinistra e centrocampo imperniato su Aquilani e Melo che non sbagliano nulla. In attacco, Matri è bravissimo a castigare l'unico errore di Cordoba che ha già rischiato grosso con quell'intervento su Matri in piena area, non punito dall'arbitro.

L'Inter ha creato poco o nulla, tant'è vero che Buffon non ha dovuto fare una parata. Con Maicon e Zanetti tamponati sulle fasce, Thiago Motta ha faticato a cucire il gioco, mentre Sneijder ha ricevuto pochi palloni. Eto'o e Pazzini hanno corso spesso a vuoto: insomma, i campioni del mondo sono apparsi lenti e impacciati, quasi sorpresi dalla determinazione bianconera.

Nota di totale biasimo per i deficienti sugli spalti che hanno lanciato petardi e bombe carta, esercizio che troppo spesso si ripete nello stadio di Torino, mettendo a repentaglio l'incolumità degli spettatori. È mai possibile che questo strazio non abbia mai fine? Ma perchè questi criminali sono a piede libero?

Nella ripresa, l'Inter ha cercato di cambiare passo. Pazzini ha scaldato le mani a Buffon, con uno dei suoi plastici colpi di testa. La Juve tira il fiato, poi riparte, tanto che lo scatenato Matri, a colpo sicuro, sembra sul punto di raddoppiare con le stesse modalità del primo tempo: palla fuori di un nulla, Cordoba e Ranocchia graziati. I nerazzurri s'impappinano anche sul corner successivo, quando Chiellini sbuca alle spalle di tutti e, a momenti, fulmina Julio Cesar. Leonardo capisce che deve cambiare: dentro Pandev, fuori Kharja, Inter con il 4-2-1-3. Anche perchè, davanti ai campioni del mondo non c'è più traccia della difesa colabrodo bianconera che in casa aveva subito 19 gol, mantenendo la porta inviolata solo contro il Lecce. Toni si è spremuto come un limone ed entra Iaquinta a 25 minuti dalla fine.

La Juve cala alla distanza, sembra stremata. Pepe rileva Marchisio, poi Sissoko dà il cambio a Melo. Dall'altra parte, Nagatomo sostituisce Cambiasso con Zanetti che si sposta in mezzo al campo. La partita è noiosa, non c'è traccia del furore agonistico che aveva visto l'Inter scatenarsi con il 5-3 alla Roma. Matri è stoico: il colpo alla costola quasi gli impedisce di respirare, Delneri non può rimpiazzarlo e la Juve soffre. Buffon salva su Eto'o, prima che Matri, praticamente da fermo, sfiori il palo ala destra di Julio Cesar. Ad un passo dalla fine, quando Eto'o centra la traversa e poi liscia in maniera incredibile un altro gol fatto, i giochi sono fatti: per l'Inter stavolta non ce n'è. Valeri fischia la fine, vince la Juve che, avendoci creduto più dei rivali, se lo merita e torna in corsa per l'Europa.

Leonardo s'inchioda a otto punti da Allegri: mercoledì, nel recupero, deve necessariamente passare a Firenze, ma sarà dura, considerato che i viola hanno sbancato Palermo e sembrano rinati. La verità è che, per la prima volta da quando il brasiliano ha preso il posto di Benitez, l'Inter ha battuto in testa. Nulla è irrimediabilmente compromesso, ci sono ancora 42 punti a disposizione. Ma Leonardo deve svegliare la sua squadra. Subito.   

di Xavier Jacobelli
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