Editoriale: il combattente Delio Rossi

Pubblicato il 28 febbraio 2011 alle 12:17:36
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

di Xavier Jacobelli.

L'arbitro ordina la fine della partita, il Palermo ha perso per 7-0 in casa, sommerso di gol da una gigantesca Udinese. L'allenatore del Palermo non scappa, non si nasconde, non cerca alibi. Rimane in panchina, poi va in campo a prendersi tutti i fischi del pubblico e, in sala stampa, dice: "Se mi aspettavo che l’Udinese ad un certo punto si fermasse? No, nel calcio bisogna fare gol, non mi aspettavo qualcosa di diverso. Assolvo i ragazzi, la colpa è mia, significa che non ho preparato bene la partita".

"Penso che non ci siano sette gol tra noi e l’Udinese, quindi non sono stato bravo. Quando si subiscono sette gol significa che hai sbagliato tutto, io sono il capo ed è chiaro che le colpe sono mie. Temo l’esonero? Sono valutazioni che farà la società, questo risultato non premia la qualità di questa squadra".

 E ancora: "Mi dimetto? No, le dimissioni non fanno parte del mio vocabolario, sono un combattente e non mi dimetto, io vado via quando le cose vanno bene".

Ecco, questo è Delio Rossi: un allenatore che ha dimostrato come sia possibile perdere 7-0 e non perdere la propria dignità. Un professionista serio, un galantuomo autentico che non meritava nè la battuta di Zamparini post-disastro ("Ha una probabilità su cento di rimanere alla guida del Palermo") nè tantomeno l'esonero nè, soprattutto, l'implacabile azione di logoramento dallo stesso presidente rosanero avviata con le sue critiche, le sue punzecchiature, le sue frecciate che, praticamente, vanno avanti dall'inizio della stagione.

Eppure, nonostante lo 0-7, il Palermo oggi è ottavo in classifica con 40 punti dopo 27 partite, ad 1 punto dalla zona Europa League ed è pure semifinalista di Coppa Italia. O, forse, il Palermo era partito per vincere lo scudetto e nessuno ce l'aveva detto? Caro Rossi, la batosta è stata durissima e, certamente, c'è anche un suo concorso di colpa. Ma sappia che, per il modo in cui si è comportato davanti ai suoi tifosi, merita ancora di più la stima di tutti.

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
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