Capolavoro Leonardo, ora il Milan deve temere la tenaglia Napoli-Inter

Pubblicato il 7 febbraio 2011 alle 08:48:11
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

Tratto dal blog di Mister X di Xavier Jacobelli.

Mai dire mai nel campionato più equilibrato degli ultimi anni. Una settimana fa, dopo la sconfitta di Verona, si erano levati alti i lamenti delle prefiche che sentenziavano la fine della corsa scudetto del Napoli: oggi, Mazzarri agguanta Allegri fermato a Marassi, ma il Milan deve temere la manovra a tenaglia dei partenopei e dell'Inter.

I nerazzurri sono in forma mondiale: hanno sconfitto la Roma al termine di una partita spettacolare e avvincente e sono piombati alle spalle dei campani e dei rossoneri, questi ultimi lontani soltanto cinque punti, senza dimenticare il recupero con la Fiorentina in programma il 16 febbraio. Prima, per l'Inter ci sarà la Juve, rilanciata dal colpo di Cagliari (visto Delneri che puntare su Matri non è un errore, al contrario di Palermo dove il neoacquisto era stato inaspettatamente sostituito?).

E, tuttavia, è il capolavoro di Leonardo a tenere banco oggi: otto vittorie in nove partite, fra campionato e Coppa Italia, all'anima delle facezie che avevano salutato l'avvento dell'ex rossonero al posto di Benitez. E meno male che il brasiliano era uno sprovveduto, uno senza esperienza, uno con l'unica benemerenza di essere amico di Mourinho e via sparando scemenze a catena. In un mese esatto (6 gennaio, vittoria sul Napoli), Leonardo ha ribaltato l'Inter. Ha recuperato Sneijder, sta gestendo i muscoli di cristallo di Milito, ha visto arrivare Ranocchia, Pazzini, Kharja e Nagatomo inserendoli nel tessuto connettivo della squadra, azzeccando tempi e modi e, contro la grande Roma di Ranieri, si è preso la soddisfazione di indovinare ogni mossa. Ai giallorossi non è bastato l'orgoglio: quando tre portieri non fanno un titolare, quando mancano Totti e Mexes, quando si gioca in dieci contro undici l'ultima mezz'ora a causa dell'inevitabile espulsione di Burdisso, quando tutto questo succede in casa dei campioni del mondo, perdere con onore ci può stare.

Ma, adagio con gli epitaffi sulla Roma fuori dalla corsa scudetto: ci sono ancora 14 partite e 42 punti a disposizione (per l'Inter sono 15 e 45). Tutto può succedere. Allegri fa bene a ribadire che in testa c'è il Milan, che una frenata in casa del Genoa non è la fine del mondo. Ma, con Napoli e Inter, la sfida sarà all'ultimo respiro.

Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
http://club.quotidiano.net/blog/mister_x