F1, Gp Monaco: la presentazione

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 18:00:37
Categoria: Formula 1
Autore: Redazione Datasport.it

A Monaco, più che la velocità, a volte serve l'ispirazione. Proprio come un artista che se non sente il fuoco dentro non va da nessuna parte, aspettando ore con il pennello in mano ma senza fare neanche uno scarabocchio sulla tela, se un pilota si mette in macchina a Montecarlo senza essere consapevole che baciare i muretti è un'arte e che vincere nel Principato è poesia, forse ha sbagliato mestiere.
 
Ci sta introdurre così il Gran Premio di Monaco, ci sta farlo in un modo speriamo unico perchè unica è la corsa di cui stiamo parlando. Altro che Abu Dhabi o Singapore, vie di fuga e piste larghe, qui il manico conta ancora, qui, andare ad uno o due centimetri dal muretto, fa ancora tutta la differenza del mondo. Un centimetro più in qua e sei il più veloce, un centimetro più in là e sei un fesso con la vettura distrutta. La ricetta la dà un fiducioso Lewis Hamilton, due volte vincitore nel Principato nonché abitante di Montecarlo:”A Monaco la forza mentale è tutto – dice l'inglese -, devi essere lucido ed in forma, e conta molto l'esperienza, che aiuta molto a settare la monoposto. L'altra sera ho percorso il tracciato con la mia Smart per ripassarlo, la cosa importante qui è imparare a camminare prima di mettersi a correre, costruire il ritmo per arrivare al meglio al secondo run della Q3”.
 
Pare avere già una strategia pronta Hamilton, che spera di ritrovare una W08 veloce ed affidabile, alla quale non sembrano far paura quei centimetri in più di passo che in teoria dovrebbero penalizzare una vettura di quella lunghezza nei circuiti stretti e tortuosi. Questo in teoria, molto in teoria, perchè con i giusti assetti anche una vettura “lunga”, se performante, ha tutte le possibilità di essere la più veloce. Come del resto si è visto a Barcellona, con le Mercedes che staccavano i migliori tempi nel terzo settore del circuito, quello più tortuoso e quello sulla carte più sfavorevole.
 
Proprio del terzo settore di Barcellona si parla in questi giorni, perchè quello più simile al tracciato monegasco. Nell'ultima parte del Montmelo, la Mercedes è sempre stata la più rapida, con Vettel che proprio nell'ultimo tratto ha perso la pole position; dati che potrebbero far allarmare, ma in realtà la SF70-H, in altre occasioni, si è ben comportata nei tratti lenti, quelli da “trazione”, come l'ultimo settore di Sochi, l'ultimo settore di Melbourne, o ancora le varie curve del Bahrain (la prima chicane, curva 10) e della Cina, anch'essa contraddistinta da un paio di curve lente, come la 6, quelle dalla 11 alla 13 ed anche la 14). Quindi, i tempi dell'ultimo settore di Barcellona sembrano più essere arrivati per una scelta di set-up piuttosto che per reali carenze su una vettura che ha già portato a casa due gare su cinque.
 
Monaco è pista da trazione per eccellenza, dove conta dunque, prima che l'aerodinamica, la parte meccanica, perchè con velocità di percorrenza non troppo elevate l'aerodinamica non ha la stessa valenza che in altre piste. Si cercherà dunque innanzitutto il grip meccanico, e dal corretto funzionamento delle gomme, che, ricordiamo, da questo Gp tornano ad essere scelte dalle scuderia. Il basso degrado delle nuove Pirelli, insieme ad un asfalto poco abrasivo come quello di Montecarlo, fa pensare ad una gara con una sola sosta. Mercedes, Red Bull e Ferrari scelgono tutte un solo set di gomme soft (in realtà, l'unico a scegliere due treni di soft è Jenson Button, al rientro in F1 per sostituire Fernando Alonso impegnato alla 500 Miglia), con Red Bull che sceglie un solo set anche di supersoft per portare undici treni di ultrasoft, uno in più della Ferrari, che sceglie due treni di supersoft e dieci di ultrasoft; più conservativa la Mercedes, con tre treni di supersoft e nove di ultrasoft.
 
Mercedes e Ferrari saranno le sicure protagoniste, con la Red Bull che, su una pista che avvicina molto le prestazioni dei motori, spera di essere più vicina alle due avversarie con la speranza di potersi inserire sfruttando ciò che a Monaco è sempre probabile, ovvero le safety car e magari il meteo, perchè in caso di pioggia tutte le carte del mazzo potrebbero rimescolarsi. In fondo siamo nella terra del Casinò, ogni tanto può arrivare anche un colpo di fortuna.
 
Il circuito Unico ed inimitabile, il circuito di Montecarlo è tra i più famosi al mondo, così come lo è l'intero fine settimana, che richiama sempre un gran numero di “vip”, considerando anche che le libere a Monaco vengono effettuate il giovedì e non il venerdì. La pista, formata dalle strade cittadine che vengono chiuse al traffico ed immediatamente riaperte dopo ogni turno del fine settimana, misura 3337 metri e conta 19 curve.
 
Albo d'oro Il più vincente di sempre a Monaco è Ayrton Senna, che trionfò nel Principato per ben sei volte, facendo meglio di Graham Hill e Michael Schumacher, entrambi a quota cinque. I più vincenti in attività sono Fernando Alonso e Lewis Hamilton, entrambi con due vittorie, e si conta un successo anche per Button, Raikkonen e Vettel. Tra i team, dominio McLaren con 15 vittorie, poi 8 successi per la Ferrari (che non vince a Monaco dal 2001) e 7 per la Lotus, mentre la Mercedes è a quota 4, con Red Bull a 3 e Renault a 2.