F1, Gp Giappone: la presentazione

Pubblicato il 4 ottobre 2017 alle 21:12:00
Categoria: Formula 1
Autore: Davide Montalbetti

Mondiale lungo, teso, combattuto sempre sul filo, sul dettaglio, con distacchi in classifica ed in pista sempre contenuti, poi Singapore e Malesia, che sanno già di svolta mondiale nonostante manchino ancora cinque gare alla fine di questo campionato. Una Ferrari che si mette a filare ma al tempo stesso a rompersi, per incidenti e per guasti, cambia definitivamente faccia alla stagione 2017.

Il Cavallino Rampante esce dalle ultime due prove consapevole della proprio forza ma anche di una situazione sfuggita di mano, restando per certi versi impotente di fronte a due fine settimana in cui la SF70-H si era dimostrata la vettura migliore, potenzialmente in grado di portare a casa due doppiette in due Gp in cui la Ferrari esce invece senza neanche un podio. Il Costruttori ormai è andato, il titolo Piloti invece ancora no, nonostante Vettel abbia perso complessivamente 31 punti (ora è a -34) rispetto ad Hamilton in due prove come già detto in cui la vettura di Maranello era a più performante. Serve una impresa, anche perchè in Giappone il quadro dovrebbe essere diverso, con temperature più basse rispetto alla Malesia (lo stesso Hamilton ha detto che con certe temperature la Mercedes soffre), ed anche per una configurazione del circuito diversa, con Suzuka che è pista veloce fatta da curvoni veloci, caratteristiche simili a Silverstone dove la Ferrari fece fatica.

Non dovrebbero ripresentarsi per la Rossa i problemi patiti in Inghilterra, ma di sicuro le W08 saranno più forti che a Sepang, con la Red Bull che ora non può più essere tolta dal discorso vittoria. Gli arbitri di questo mondiale saranno proprio i bibitari, che proveranno ad inserirsi ogni volta che ne avranno occasione. Per una volta, sembra proprio che sarà Vettel ad avere bisogno di loro.

Il circuito Storico e bellissimo, il tracciato di Suzuka è uno dei più apprezzati dai piloti, e rappresenta una sfida difficile sia per gli stessi piloti che per le squadre, che si ritrovano a dover lavorare di fino per trovare l'assetto giusto, in quanto nel circuito giapponese (lunghezza di 5807 metri, 18 curve e unico ad avere una conformazione ad “8”) vi sono lunghi tratti da fare a gas aperto ma anche curvoni veloci, dunque scegliere l'esatta incidenza delle ali è fondamentali per vincere qui.

Albo d'oro Sei successi per Michael Schumacher in Giappone, che lo rendono il pilota più vincente a Suzuka. Quattro centri per Vettel, davanti a Berger, Senna, Damon Hill, Hakkinen ed Hamilton, tutti a quota due, mentre tra i piloti in attività si conta una vittoria anche per Raikkonen ed Alonso. Tra i team 7 vittorie a testa per Ferrari e McLaren, poi 4 per Red Bull,

Articolo a cura di Matteo Novembrini