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Sabato, 20 Maggio 2017 - 13:51

Conte: "Mettere le basi per continuare a vincere"

L'esultanza di Antonio Conte - Foto www.imagephotoagency.it

Il tecnico del Chelsea, nel mirino dell'Inter, allontana i nerazzurri




Una grande stagione, una cavalcata straordinaria. Con la possibilità di chiudere in bellezza. Ecco ciò che si attende Antonio Conte che, in un'intervista a 'La Repubblica', traccia la linea che i Blues devono intraprendere nella prossima settimana, nella quale il Chelsea sarà impegnato nell'ultima giornata di Premier League contro il Sunderland e nella finale di FA Cup a Wembley nel derby londinese con l'Arsenal di Wenger. "Mettere le basi per continuare a vincere. Il Chelsea è un grande club, ma manca la stabilità per stare costantemente al top. Ha alzato una Coppa dei Campioni uscendo al primo turno. Ha vinto una Premier e poi è arrivato decimo. Ora pensiamo al Sunderland: vincendo, arriverebbero 30 successi in Premier, cosa mai riuscita a nessuno. Siamo stati 26 giornate in testa, di solito se vado primo in classifica ci rimango. Il segreto è stato l'unità d'intenti nel voler cambiare. Il Chelsea veniva da un decimo posto. I ragazzi hanno accettato la mia idea: il lavoro meticoloso, le mie convinzioni, allenamenti intensi, la dieta, la videoanalisi. Dopo le sconfitte con il Liverpool e l'Arsenal, ho pensato: se devo morire, muoio con le mie idee".
 
Spazio a come l'Inghilterra ha cambiato Antonio Conte. "Ho sempre voluto vivere questo tipo di calcio. Vedevo sempre gli stadi pieni e l'atmosfera, invidiavo tutto ciò. Ora che l'ho potuta respirare, mi sento più completo. Ma non c'è meno pressione. La differenza è la cultura sportiva: ho visto i tifosi del Middlesbrough applaudire i loro beniamimi appena retrocessi. Gli avversari ti applaudono e i fan si mescolano. Questa esperienza mi ha fortificato, ma sono allo stesso tempo intransigente e flessibile. Ho fatto due settimane di corso intensivo di inglese, avevo solo le basi scolastiche. Ma sono state le motivazioni a fare la differenza, anche se l'importante è saper trasmettere."
 
Inevitabili le domande sul futuro. In fase di risposta, non c'è stato alcun accenno all'Inter, con la concentrazione tutta sul futuro. "Dobbiamo migliorare e ottenere stabilità al top. Nessuno credeva in noi con lo United di Mourinho, il Liverpool di Klopp, il Tottenham di Pochettino, l'Arsenal di Wenger e il City di Guardiola. Per quanto riguarda la Champions, dipende dai sorteggi. Le speculazioni sul mio futuro sono normali, io pretendo solo concentrazione in campo. Naturalmente l'Italia mi manca, la sento nel cuore in ogni cosa che faccio.
Redazione Datasport
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