Nell'estate del calcioscommesse, un altro scandalo nel mondo del pallone. La Guardia di Finanza di Arzignano, in provincia di Vicenza, ha denunciato 24 persone nell'ambito dell'operazione "Sponsormania": evasione fiscale per oltre 50 milioni di euro, emissione di fatture attestanti false sponsorizzazioni, introduzione illegale di denaro in Italia, trasferimenti di contanti in violazione della normativa antiriciclaggio, estorsione, furto, truffa e tentata truffa aggravata.
Un lunghissimo elenco di reati e violazioni a cui la Procura di Vicenza ha risposto con avvisi di garanzia e pesanti sanzioni. Ma dove subentra lo sport? Le Fiamme Gialle hanno accertato in cosa le somme di denaro derivanti dalla frode siano state impiegate: per pagare stipendi gonfiati a veri e propri professionisti del calcio a 5. A 59 giocatori dilettanti, che per legge non possono percepire compensi ma solo rimborsi spese, è stata corrisposta una cifra complessiva di circa 3,1 milioni di euro. Quasi tutti stranieri, i calciatori hanno percepito anche 14-15 mila euro al mese e ottenuto una lunga serie di benefit (auto di lusso, viaggi, appartamenti).
Ingenti compensi del tutto 'in nero', mai sottoposti a forme di tassazione. Nessuno dei 59 giocatori ha poi mai presentato una dichiarazione dei redditi, alcuni addirittura non si erano nemmeno premuniti di chiedere il codice fiscale.
Il Comando Provinciale di Vicenza, "sulla base dei rilevanti esiti dell'operazione, ha disposto un'approfondita analisi della fenomenologia illecita che ha già consentito di constatare l'invalso uso di false fatture per sponsorizzazioni sportive anche in altre discipline agonistiche. Si profila dunque - si rileva infine - una seconda fase investigativa che mira ad arginare un uso illecito di alcune associazioni sportive che in realtà sono state costituite al solo fine di consentire ingenti evasioni".
Redazione Datasport