Boxe: al via gli Europei Youth maschili ad Antalya

Pubblicato il 21 ottobre 2017 alle 10:52:52
Categoria: Boxe
Autore: Piergiuseppe Pinto

Sette azzurrini ad Antalya (Adalia), per un’avventura che definire difficile è un semplice eufemismo. Nella città considerata la capitale del turismo  turco, circondata da montagne e foreste, che si affaccia sul Mediterraneo, è scattata la 27° edizione dell’Europeo maschile youth, riservata ad atleti nati nel 1999  e 2000 (17-18 anni). Agli ordini di Giulio Coletta che da alcuni anni dirige il traffico, non troppo convulso, visti i numeri ridotti, sono presenti per la prima volta alla rassegna Massimo Spada (49), Alex Adami (52), Daniele Oggiano (56), Christian Gasparri (60), Armando Casamonica (64), Simone Buremi (69), Andrea Pugliara (91). Per ciascuno l’occasione di fare un salto di qualità in un contesto dove il meglio d’Europa delle classi 1999-2000 è presente e non intende fare sconti a nessuno. I nostri hanno l’handicap dell’inesperienza nei confronti delle nazioni più navigate a cominciare dalla Russia che raccoglie dal 60 all’80% delle vittorie finali. Una legge crudele che si ripete ad ogni edizione.

L’Italia negli ultimi anni ha fatto dei veri e propri miracoli, portando a casa dal 2014 ori, argenti e bronzi. A Zagabria, dopo un digiuno che datava dal 1988 con Campanella in Polonia, oro con Arecchia e Lizzi, argento con Sarchioto. L’anno dopo 2015 a Kolobrzeg in Polonia, impresa di Di Serio e lo scorso anno ad Anapa in Russia riuscì a  centrare l’oro il piccolo Cordella e il bronzo Pirrera. Imprese se consideriamo che lo scorso anno la Russia raccolse “solo” otto ori e le altre uniche nazioni giunte alla vittoria, furono Italia e Georgia. Ma queste imprese sono state ignorate da chi predica solo contro. Che da tre edizioni l’Italia salga sul podio più alto negli youth, per loro è da ignorare. Stavolta il podio sarà quasi impossibile, con una squadra decisamente inesperta che avrà il compito di fare esperienza. Che poi ci scappi una medaglietta, sarà la benvenuta. Per la cronaca l’Italia ha sempre preso parte a questa competizione, partita nel lontano 1970 a Miskolc in Ungheria. In totale gli azzurri hanno vinto 40 medaglie, di cui 7 ori con Oliva 60 Kg a Dublino IRL 1978; Stecca 54 Kg a Schwerin DDR 1982; Campanella 63,5 Kg a Danzica POL 1988, Arecchia 64 kg. e Lizzi kg. 69 a Zagabria CRO  2014, Raffaele Di Serio kg. 56 a Kolobrzeg POL 2015; Cordella 49 kg. ad Anapa RUS 2016. Oltre a 11 argenti e 22 bronzi.

Una delle manifestazioni più importanti dell’EUBC, presieduta da Franco Falcinelli che la considera il trampolino di lancio per i partecipanti, in ottica elite. La manifestazione è nata nel 1970 in Ungheria e fin dalla prima  edizione ebbe grande successo. Nell’occasione aderirono 21 nazioni con 144 pugili sul ring. L’allora presidente europeo, il russo Denisov, ebbe la soddisfazione di vedere tra i cinque suoi atleti vincitori dell’oro (lo stesso risultato ottenuto dai padroni di casa ungheresi), il medio Lemesev che due anni dopo avrebbe trionfato ai Giochi Olimpici di Monaco e agli europei 1973 e ‘75. L’ultimo oro a disposizione andò alla DDR. La Russia domina questa rassegna da sempre, col record di 10 vittorie su 11, nel 2005 a Tallin in Estonia. Le prime venti edizioni (1970-2007), denominate Junior,  sono state riservate ad atleti dai 17 ai 19 anni. Nel 2008 a Danzica in Polonia, venne ridotto l’arco degli anni, passando ai 17-18 anni, denominando il torneo: “Europei youth”.

E'  la seconda volta che la Turchia organizza il torneo. La prima ebbe luogo a Izmir nel 1976. Campionati biennali fino al 2013, poi sono diventati annuali. La Polonia li ha ospitati quattro volte (1988, 2003-2009 e 2015),  Ungheria, URSS/Russia e Irlanda due volte. Ad Antalya si sono iscritte 33 nazioni e 199 atleti. Turchia, Ungheria, Ucraina e Russia al completo con  10 atleti, Armenia, Azerbajan, Bielorussia e Romania 9, Bulgaria, Croazia, Rep. Ceca, Irlanda, Italia, Moldovia e Polonia 7;  Francia, Georgia, Israele, Lituania e Scozia 6;  Inghilterra e Lettonia 5; Estonia, Finlandia e Norvegia 4; Bosnia-Erzegovina, Austria, Spagna, Serbia e Svezia 3; Slovenia 2; Grecia e Olanda 1. Nell’edizione precedente del 2016, si sono imposti i russi Piskunov, Strygin, Khamzayev, Andreasyan, Emelyanov, Murashev, Uzunyan e Muravin, oltre a Cordella (Ita) e Madiyev (Georgia). Solo Piskunov è presente ad Antalya. Dei vice campioni, tre ci riproveranno: Allakhveverdiev e Naveriani (Georgia) e l’ucraino Kartsan.

Buone notizie dal Balkan femminile a Sofia in Bulgaria, riservato alle youth, giunto alla finale. Con Renzini e la Calabrese all’angolo, sono arrivare in finale cinque delle sei presenti. Nei 51 kg. saranno due azzurre a disputarsi l’oro. Marchese e Di Bari hanno battuto nei quarti Watson (Ing)  e Kondakor (Ung) e in semifinale l’indiana Lama e la bulgara Zhivkova. Nei 54 kg. la sarda Tessari supera  Eslymagali (Kaz) una delle favorite, nei 57 la laziale Sorrentino, prima batte la Hanna (Sve) 5-0) e poi l’inglese o'Toole. La piemontese Da Carlo (60) supera.l’ostica Chanu (Ind) 3-2 e finisce alla pari con la quotata Sadiku (Kos). Nei 64 la pavese Nicoli all’esordio, batte la  Kussainova (Kaz) dimostrando carattere e buone basi. Cinque su sei in finale è un bilancio ottimale, in vista dell’impegno mondiale previsto a Guwahati in India dal 19 al 26 novembre. “Dovremmo portare 6-7 azzurre, considerato che purtroppo alcune punte sono infortunate”. Questa la dichiarazione del c.t. Emy Renzini.

Articolo scritto da Giuliano Orlando

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