ore 12:10 - Venerdì, 18 Gennaio 2013


Doping e integratori: gli adolescenti e lo sport

In Italia 6 ragazzi su 100 assumono anabolizzanti; e il 7 per cento pensa che chi si "dopa" non corre rischi a patto che sia controllato

I dati statistici evidenziano che circa il 6 per cento di ragazzi assume anabolizzanti (o ne ha fatto uso). Un adolescente su cinque ne giustifica l'utilizzo ai fini della carriera sportiva. Altri 6 su 100 sono disposti a prenderli per vincere. E ancora: il 7 per cento pensa che chi si “dopa” non corre rischi a patto che sia sotto controllo medico

Esistono, inoltre, farmaci non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati; gli integratori, ovvero i prodotti salutistici:  prodotti che servono a reintegrare eventuali perdite di macro e micronutrienti (sali, aminoacidi, vitamine); caffeina; bibite (es. Red Bull) che contiene sia taurina (aminoacido che sembra avere un’azione simile  all’insulina ed è utilizzata spesso come anabolizzante), sia una quantità di caffeina che è quasi tre volte superiore a quella presente nella Coca Cola.

Integratori: sostanze generalmente non farmacologiche, ma naturali. Determinano aumento delle prestazioni, prevenzione della stanchezza e del sovrallenamento, rinforzo del sistema immunitario. Generalmente innocui per la salute, se assunti nelle dosi e nelle modalità corrette. 

Erbe (fitoterapici): possono veicolare sostanze dopanti. Ad esempio: il Guaranà: contiene caffeina ad alte dosi (sotto osservazione Wada); il Ma-Huang: contiene efedrina; il Gingko Biloba: ha effetto papaverinosimile; il Gingsen: può dare gravi disturbi comportamentali
Difficile stabilire il limite tra lecito e illecito. L’assunzione è fin troppo diffusa. Resta sempre il problema del possibile danno da assunzione eccessiva di integratori  (es. danni renali e muscolari)

Principali fattori di successo tra amatori e fasce giovanili:
Effetto propagativo del “passaparola”
; convinzione generale che i dosaggi siano meno critici che per i farmaci tradizionali; campagne pubblicitarie non soggette a medesime restrizioni che per farmaci tradizionali; fascino dei prodotti “naturali”;  pronta reperibilità (internet..)

Ideale bevanda di recupero:  acqua ricca di bicarbonato e calcio, con zuccheri vari (maltodestrine, fruttosio, saccarosio); bevanda ideale dopo sforzo fisico è una spremuta di arancio con un po' di zucchero.  Bevande troppo ricche di tanti prodotti, ritardano l’assorbimento di acqua, primo elemento essenziale da reintegrare.

Problematiche: si potrebbero definire “presupposti culturali del doping” quali l’uso e l’abuso di integratori proteici e di additivi farmacologici anche se non compresi tra le sostanze vietate per doping. Nella fascia di età delle scuole medie inferiori, salvo rare eccezioni, per il fenomeno doping si può parlare di informazione preventiva; mentre gli integratori e gli additivi farmacologici sono  un rischio più prossimo, che vede già i ragazzi come consumatori, in percentuali non trascurabili.  

I giovani che iniziano a “dipendere” dall’assunzione di sostanze, polverine o compresse per fare sport saranno in grado di tutelarsi dal doping? Nonostante le limitazioni metodologiche e il numero relativamente limitato di studi condotti, si può affermare che il fenomeno è sicuramente diffuso con percentuali d’utilizzo in età giovanile stimabile in Italia intorno al  3-6 per cento. Con una popolazione di età inferiore ai 15 anni pari a circa 10 milioni, gli adolescenti italiani coinvolti sono quindi 300-600mila.

A cura di Roberto Mattioli
Unità operativa di cardiologia, Istituto Sant'Ambrogio Milano. Professore aggregato scuola di specialità in cardiologia, Università degli Studi di Milano.

Roberto Mattioli


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