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Giovedì, 12 Gennaio 2017 - 17:32

Boxe: Fragomeni torna a combattere a Milano dopo il mondiale del 2008

Giacobbe Fragomeni, pugile - Foto dal web

L’ex iridato a 47 anni prova il rilancio sul ring al Teatro della Luna sabato ad Assago contro Polster



Non è mai troppo tardi per ricominciare. Giacobbe Fragomeni, (33-5-2) 47 anni, già campione del mondo cruiser, la categoria che sfiora i 91 kg., nel 2008, dopo essersi preso una pausa di riflessione a seguito della sconfitta dell’ottobre 2014 a Mosca, per l’europeo contro Chakhkiev, che ricordiamo oro a Pechino nel 2008 e argento mondiale l’anno prima, ha trascorso questi mesi frequentando la palestra ovunque si trovasse. Il 4 ottobre 2015 riappare sul quadrato a Sorbolo (Pr), per un test di tutto riposo, contro Marko Martinjak (5-24-2) un croato votato al ruolo di collaudatore, che batte ai punti senza alcuna fatica. Altra pausa e poi la decisione di capire se effettivamente la sua condizione e la sua volontà sono pronte per un ritorno ai vertici.

L’amicizia e la stima con Angelo Valente, l’organizzatore della serata hanno permesso di realizzare questa prima puntata di un racconto che ci auguriamo abbia capitoli positivi. L’appuntamento è fissato per sabato sera al Teatro della Luna, ad Assago (Mi), per vedere all’opera Fragomeni, che dopo 14 mesi di sosta, prova a compiere l’ennesimo miracolo della rinascita, in una disciplina difficile come la boxe, che non fa sconti a nessuno. Torna sul ring affrontando Tamas Polster, magiaro dall’ottimo record deciso a sfruttare l’opportunità di battersi con un ex iridato, per disputare il match della vita. “Troverà uno che ha la stessa idea – conferma Giacobbe Fragomeni – e ancor più motivazioni. Dall’esito di questo confronto dipende il mio futuro da pugile”. E aggiunge: “Questa nuova avventura mi ricorda la trama del film “The Revenant”, il Redivivo. Ed io mi identifico in Leonardo Di Caprio, che sfida tutti per vincere quell’Oscar che sembrava proibito.

Per salire sul ring al meglio, sono stato due mesi in ritiro a Torre Annunziata (Na), col maestro Biago Zurlo, ripartendo dai fondamentali. A dicembre mi sono concesso solo due giorni per l’inaugurazione della “Sap Fighting Style” a Torino, che produce linee di abbigliamento sportivo, anch’essa un’azienda proiettata in una seconda vita di rilancio col nuovo socio Michele Briamonte che ha affiancato Pio Sgarro, fattivi concretamente alla mia rinascita, sportiva e umana che trasmette sentimenti veri. Per questo “The Revenant” è il nostro film. E’ vero ho vinto molto, ma la voglia di compiere l’ennesimo miracolo mi stuzzica troppo per rinunciare alla scommessa”. Fragomeni, da oltre un ventennio sul ring, in fatto di missioni impossibili ha il carnet ricolmo. Dopo un’infanzia a dir poco tormentata, come ha scritto nel bellissimo libro “Fino all’ultimo round”, con la collaborazione di Valerio Esposti, in cui percorre tutta la sua vita, con un realismo che affascina, facendo capire al lettore che con la forza interiore, quando credi al recupero di te stesso, nulla è impossibile. Dai 13 ai vent’anni ha vissuto nel quartiere Stadera, vittima di una situazione famigliare drammatica.

La madre sofferente e vittima di un marito alcolizzato e violento, la sorella Maria Letizia morta giovanissima per l’Hiv, lui stesso caduto nel vortice della droga, deve al pugilato la terapia vincente per trovare la via del recupero. “Nel 1990 a 21 anni, appena tornato dal militare, mi sentivo stanco di vivere e pensavo sempre più al suicidio. Casualmente ho visto una palestra in zona S. Babila, la Doria e ci sono entrato. L’incontro con Ottavio Tazzi, è stato la mia salvezza”. Colui che chiamavano affettuosamente il nonno, divenne per il giovane Giacobbe il maestro di vita, il vero papà. Da quel momento il ragazzo della Stadera, capì che con i guantoni poteva costruirsi un futuro da campione. E compì il miracolo. Si era presentato a 120 kg. scese a 90 e divenne un pugile vero. Nel ’94 venne chiamato ad un raduno nazionale dopo essersi messo in bella evidenza agli assoluti, iniziando la carriera in azzurro che durò fino ai Giochi di Sydney nel 2000. Nel frattempo conquista il bronzo mondiale nel ’97 a Budapest e l’oro europeo nel ’98 a Minsk in Bielorussia, battendo prima il russo Makarencho, dato favorito e due volte iridato, concludendo in finale la marcia trionfale, superando al termine dei cinque round, Dhycko il beniamino di casa.

A 32 anni, nel 2001 passa pro, età abbastanza avanzata per una carriera di vertice. Ma la determinazione e l’entusiasmo sono la molla per compiere un nuovo miracolo. Dopo le cinture IBF Mediterraneo, WBC Internazionale e quella dell’UE, nel novembre 2006 a Londra, sfiora il colpaccio europeo contro David Haye. Il 24 ottobre 2008 a Milano, l’impresa epica a spese del ceco Rudolf Kraj, arresosi all’8° tempo. Campione del mondo cruiser WBC! Nessuno finora ha saputo imitarlo. Difende la cintura a Roma, disputando un match che definire eroico è un eufemismo. Contato due volte, recupera al punto da mettere in crisi il gigante polacco Wlodarczyk, che già si sentiva campione. Un pari che toglie qualcosa all’italiano. Altre battaglie tremende fino al 2014, mondiali ed europei, trasferte in Germania, Polonia, Messico, Usa e Russia, vinte e perdute con l’orgoglio del guerriero indomito. Nel 2015 si prende una pausa di riflessione, ma non resta certo inattivo. Partecipa all’”Isola dei famosi”, entrando con l’umiltà dell’esordiente, uscendone da trionfatore. Devolvendo il premio ai bambini malati di cancro. Adesso accende l’ennesima scommessa. Nel contorno una dozzina di incontri di kickboxing da non perdere, con campioni titolati e aspiranti al podio. La quotata Cristina Caruso affronta Erica Montalbini, decisa a non fare da vittima. Curiosità per il romeno Adrian Mitu, dotato di colpi pesanti, chiamato al test di Davide Armanini, dal buon record e tanta esperienza. Frizzante il torneo nei leggeri, dove si affrontano Petru Dinga, Jessy Rose e i nostri Alex Avogadro e Manuel Alberti.

Giuliano Orlando
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