A Fragomeni e Mattioli il Premio Marciano 2017

Pubblicato il 17 luglio 2017 alle 18:51:30
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

La XIII edizione del Premio Marciano in quel di Ripa Teatina nel chietino, nella splendida terra d’Abruzzo, ha indicato in Giacobbe Fragomeni, che fu iridato massimi leggeri WBC nel 2008, ultimo italiano nel 1998 oro europeo dilettanti, il vincitore dell’anno. La giuria ha indicato anche due giovani pugili abruzzesi, il minimosca Francesco D’Alessandro e il piuma Mattia Di Tonto, già tricolori universitari e vincitori in carica del Guanto d’Oro, meritevoli del premio. Riconoscimento alla carriera a Rocky Mattioli, grande protagonista assoluto negli anni ’70, una carriera culminata nell’agosto del 1977 sul ring di Berlino, con la conquista della cintura iridata nei medi jr. WBC a spese del tedesco Eckhard Dagge, finito KO al quinto.
 
Mattioli a Ripa Teatina è nato e nella sua cittadina è deciso a tornare in modo definitivo, non ha mancato di rimarcare questa sua prerogativa, dichiarandosi orgoglioso sia del premio che della sua origine. Nella lista degli invitati Andrea Zorzi, il gigante veneto di Noale (m. 2.07), ex azzurro del volley negli anni ‘90, duplice oro mondiale e argento olimpico, piacevole conversatore che ha raccontato di essere da sempre un appassionato di pugilato: “Col nonno paterno, in piena notte, seguivamo alla tivu, le imprese di Alì e nella serata del 2008 a Milano fui spettatore dell’impresa di Fragomeni, un grande campione senza tempo".
 
Per la prima volta il Premio Marciano ha il suo trofeo ufficiale, grazie ai quadri dell’artista milanese Carlo "Cut" Cazzaniga, raffigurante Rocky Marciano, riprendendo la statua che campeggia all’ingresso di Ripa, che quest’anno ha avuto una collocazione più adeguata. Il Comitato Organizzatore con Gianluca Palladinetti, assessore alla Sport e al sindaco Ignazio Rucci, al vice Roberto Luciani, a Marco Ricciuto e a Mauro Petrucci, già primo cittadino che del premio fu l’ideatore, oltre all’imprenditore locale Davinisio Cacciatore del “Dito e la Luna”, impareggiabile richiamo per assaggiare i più gustosi arrosticini, major-sponsor da sempre e la new entry “Leone Sport 1947”, leader dell’abbigliamento sportivo e guantoni, ha allargato l’orizzonte.
 
Accanto al classico Premio, ha fatto il suo ingresso il Festival, preambolo culturale di ampio respiro, con presenze di scrittori e artisti, orientati a finalità benefiche. Molti libri presentati da Dario Ricci, tra cui: “SLA il male oscuro del pallone” di Castellani, “Visione di gioco”, “I capitani della vecchia signora”, “E vissero… sconfitti e vincenti”, il filmato “I pesci combattenti” di Riccardo Barlaam sui nuotatori italiani alle paraolimpiadi. Anche teatro con “Quando ero Cassius” con Fabio Tavelli, “Rukelie” di Millanta e De Nitto, quindi lo spettacolo finale “Platone”, di cabaret sportivo con Leo Manera e Alex Milan. Infine la mostra fotografica “In viaggio con Wondy” nel segno del ricordo. Una rassegna che da tredici anni, unica in Italia, ricorda e premia i protagonisti italiani della noble art, capace di portare a Ripa Teatina, Rocky jr. il figlio del grande campione dei massimi, l’invitto Marciano e tanti protagonisti del ring da Benvenuti a Cammarelle, anche se non ufficializzata dalla FPI, merita il riconoscimento di una fedeltà senza precedenti.

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